Guardia Medica, Ruggeri: “Nessun piano di riduzione delle postazioni. Ora confronto su criticità”

0
18

MARCHE – “Nessun progetto di riduzione delle postazioni di guardia medica nelle Marche”. Lo ha confermato questa mattina in Consiglio regionale l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, rispondendo a un’interrogazione sul futuro del servizio di continuità assistenziale presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri.
L’assessore ha escluso il taglio delle sedi sul territorio regionale (che sarebbero dovute passare, secondo alcune ipotesi circolate, da 93 a 60), confermando tuttavia la presenza di specifiche criticità nella copertura dei turni, in particolare nelle fasce pomeridiane del sabato e della domenica e in alcuni territori critici, come il Fermano e il distretto di Fano.
“Si tratta di una risposta che considero rassicurante – ha commentato la consigliera Marta Ruggeri – soprattutto alla luce delle forti preoccupazioni emerse nei mesi scorsi a seguito delle dichiarazioni del segretario regionale della Federazione italiana medici di famiglia delle Marche. Il mio atto ispettivo, depositato a febbraio, mirava proprio a questo: ottenere una posizione ufficiale e chiara da parte della Giunta regionale rispetto all’ipotesi di un ridimensionamento delle sedi”.
Resta comunque prioritario il nodo legato alla carenza di personale medico e alle difficoltà organizzative che gravano sulla continuità assistenziale.
“Per questa ragione – continua l’esponente del M5S – ho accolto positivamente la disponibilità manifestata dall’assessore ad avviare un tavolo di confronto non appena sarà completato l’iter del percorso delle Case di Comunità. Sarà l’occasione per affrontare insieme le criticità e individuare soluzioni concrete che garantiscano ai cittadini un’assistenza territoriale efficace e capillare. Continuerò a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione, nella ferma convinzione che la guardia medica rappresenti un presidio di salute fondamentale e imprescindibile, in particolar modo per le comunità delle aree interne e per i territori più distanti dai principali poli ospedalieri”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here