GRADARA – «Negli ultimi giorni, a seguito della pubblicazione di un semplice post informativo su “Chiacchiere tra Gabiccesi”, relativo all’apertura di un punto di raccolta adesioni di Futuro Nazionale – Comitato Pesaro 250 a Gradara, si è assistito a una valanga di commenti offensivi, insulti personali, accuse gratuite e inviti al boicottaggio rivolti non solo agli organizzatori, ma anche all’attività commerciale che ha deciso, legittimamente, di ospitare il punto informativo». Lo afferma Pia Perricci di Futuro Nazionale, intervenendo sulle reazioni suscitate dall’iniziativa. «È un episodio che merita una riflessione che va ben oltre il dibattito politico. La democrazia non consiste nell’essere tutti d’accordo. Al contrario, vive proprio della pluralità delle idee. Si può non condividere un partito, un movimento, una proposta o un leader politico. È un diritto sacrosanto. Ma una cosa è la non condivisione, altra cosa è la non accettazione dell’esistenza dell’altro».
«Esiste una differenza fondamentale tra queste due parole. Condividere significa aderire a un’idea, farla propria. Accettare, invece, significa riconoscere che chi ha idee diverse ha lo stesso diritto di esprimerle e di partecipare alla vita democratica. Confondere questi due concetti significa mettere in discussione il principio stesso della convivenza civile». «Le opinioni possono essere criticate, contestate e discusse. È il sale della democrazia. Ma quando il confronto lascia spazio all’insulto, alla delegittimazione personale, agli epiteti offensivi o agli inviti a isolare chi la pensa diversamente, non siamo più davanti a un dibattito democratico. Siamo davanti a un clima di intolleranza».
«Colpisce che proprio coloro che si definiscono difensori della democrazia siano spesso i primi a negare agli altri il diritto di manifestare le proprie idee. La libertà di espressione non può essere invocata solo quando coincide con il proprio pensiero politico. Deve valere per tutti. Altrimenti non è libertà, ma privilegio». «Un punto di raccolta firme o adesioni non obbliga nessuno a partecipare. Nessuno viene costretto ad aderire e nessuno viene privato della possibilità di dissentire. È semplicemente uno spazio in cui cittadini liberi possono scegliere se informarsi o meno».
«Invocare il boicottaggio di un esercizio commerciale, insultare persone, attribuire etichette offensive o alimentare campagne d’odio significa oltrepassare il confine della legittima critica. Il rispetto delle persone deve venire prima delle appartenenze politiche». «Le idee si combattono con altre idee, con argomentazioni e con il dialogo. Non con gli insulti, le minacce o la diffamazione. Noi continueremo a credere che la politica debba essere confronto, ascolto e partecipazione». «La democrazia non chiede di essere tutti uguali. Chiede soltanto di riconoscere che anche chi la pensa diversamente ha il diritto di esistere, parlare e partecipare. È questa la differenza tra una società libera e una società intollerante. E questa differenza vale la pena difenderla ogni giorno», conclude Perricci.
















