Furlo, la Provincia frena lo svuotamento dell’invaso per cercare Branchini

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PESARO – La Provincia di Pesaro e Urbino mette un freno allo svuotamento dell’invaso del Furlo previsto nell’ambito delle ricerche di Riccardo Branchini, il 19enne scomparso nell’ottobre 2024.

Alla luce delle nuove modalità operative prospettate da Enel Green Power e dell’esito della Conferenza dei Servizi istruttoria dello scorso 8 maggio, il Servizio Ambiente dell’ente di via Gramsci ha comunicato ai soggetti coinvolti che l’intervento è da ritenersi «incompatibile con gli obiettivi di tutela del sito e non realizzabile nelle condizioni rappresentate» dal gestore dell’invaso.

Secondo la Provincia, sono infatti venuti meno i presupposti tecnici e ambientali che avevano consentito in precedenza il rilascio di un parere favorevole con prescrizioni.

Tra le criticità evidenziate da Enel Green Power figurano:

  • l’impossibilità di garantire una gradualità di svuotamento e riempimento non superiore a un metro al giorno;
  • le difficoltà nel recupero della fauna ittica;
  • l’impossibilità di installare e mantenere barriere di protezione efficaci durante le operazioni.

Per la Provincia, queste soluzioni non possono essere considerate equivalenti alle misure di mitigazione previste per tutelare il sito Natura 2000 e la Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo.

L’ente precisa tuttavia che il termine inizialmente previsto entro maggio non è da considerarsi rigido e può essere rimodulato, purché ciò consenta di applicare pienamente tutte le misure di salvaguardia ambientale.

In sostanza, lo svuotamento dell’invaso non viene escluso in modo definitivo, ma potrà essere autorizzato solo dopo una nuova proposta da parte di Enel Green Power e il via libera della competente direzione regionale, nel rispetto sia della tutela ambientale sia delle esigenze legate alla gestione della risorsa idrica.

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