Comuni montani, Cataldi e Ruggeri: “Marche tradite dal declassamento. La Giunta Acquaroli svende l’entroterra al Governo”

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MARCHE – «Un colpo letale alle aree interne, inferto con la complicità della Regione». Il senatore Roberto Cataldi e la capogruppo regionale M5S Marta Ruggeri attaccano duramente la nuova classificazione dei Comuni montani (L. 131/2025), che cancella lo status di “territorio montano” per 29 comuni marchigiani.

Il declassamento ha effetti pesanti e immediati: «senza lo status montano – spiega Marta Ruggeri, che ha depositato un’interrogazione in merito in Regione – abbiamo già scuole a rischio, con l’addio alle deroghe per le classi numericamente ridotte nei piccoli plessi e agricoltura penalizzata, con l’esclusione dalle premialità del bando ISI INAIL 2025 per il rinnovo dei macchinari; e si prospettano tagli ai servizi, con lo stop ai fondi FOSMIT, agli incentivi per la sicurezza del territorio e ai bonus per i nuovi nati».

«Come Movimento 5 Stelle avevamo proposto degli emendamenti per aggiungere indicatori socioeconomici oltre ai discutibili parametri geomorfologici che hanno prodotto questa stortura, ma sono stati bocciati dalla maggioranza. Mentre le Marche perdono 29 comuni, Piemonte e Lombardia ne guadagnano rispettivamente 49 e 17», sottolinea Cataldi, che ha presentato un’interrogazione al Senato e annuncia la partecipazione alla protesta dei sindaci mercoledì 13 maggio a Roma.

Durissimo l’affondo di Ruggeri sulla gestione politica nelle Marche: «La giunta Acquaroli ha dato parere favorevole al nuovo elenco per fedeltà di partito. Emblematico il caso del Presidente di ANCI Marche e sindaco di Ascoli, che a parole solidarizza con gli esclusi ma nei fatti ha agito al TAR per difendere il proprio status a scapito degli altri. Poi, dopo la pessima figura, ha fatto modificare la delibera sul ricorso al TAR, ma a quel punto è stato redarguito dal suo partito per la critica di fatto all’operato del governo. È un’evidente e tristissima dimostrazione del fatto che la destra usi i ruoli istituzionali per fini partitici e non per la tutela degli interessi collettivi».

«Il governo nazionale si ravveda, e la giunta regionale passi dai proclami ai fatti: servono soluzioni concrete prima che lo spopolamento diventi irreversibile. Non si può esultare a Roma mentre nelle Marche si chiudono le scuole, si tagliano le gambe all’agricoltura e in generale si dà un colpo mortale a tanti territori dell’entroterra», concludono Cataldi e Ruggeri.

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