FANO – La crisi dell’Ente Carnevalesca approda in Consiglio comunale. Il consigliere del MoVimento 5 Stelle Francesco Panaroni ha presentato un’interrogazione rivolta al sindaco e all’assessore competente per fare chiarezza sulla situazione economica dell’ente e sulle prospettive di rilancio della principale manifestazione cittadina.
L’iniziativa arriva dopo la decadenza del consiglio direttivo, causata dalle recenti dimissioni di alcuni componenti della giunta dell’Ente Carnevalesca. Una situazione che, secondo Panaroni, apre una fase di forte incertezza per il futuro del Carnevale di Fano.
Nell’interrogazione il consigliere cita le notizie emerse sulla stampa e le dichiarazioni di alcuni carristi, secondo cui il debito accumulato dall’ente sarebbe compreso tra i 100 e i 150 mila euro. Panaroni chiede quindi al Comune di indicare l’ammontare esatto e certificato delle passività e di chiarire quali siano le scadenze più urgenti nei confronti di fornitori e maestranze.
Tra i temi affrontati anche il modello di governance per il futuro. In queste settimane si è parlato della possibilità di costituire una Fondazione, di creare un consorzio con il coinvolgimento di imprenditori privati o di far confluire il Carnevale all’interno della Fondazione Teatro della Fortuna. Il consigliere del M5S domanda se l’amministrazione abbia già avviato un percorso formale e quali siano le condizioni per l’ingresso di capitali e competenze private.
Un altro punto riguarda la tutela dei carristi, considerati da Panaroni un patrimonio artistico e professionale fondamentale per la manifestazione. Nell’interrogazione si chiede come il Comune intenda garantire loro certezze economiche e adeguati spazi di progettazione per le prossime edizioni.
Infine, il consigliere sollecita la predisposizione di un piano industriale e turistico di lungo periodo, con un orizzonte di dieci anni, per superare la gestione emergenziale e restituire al Carnevale di Fano una dimensione competitiva a livello nazionale. Perché in Italia persino i coriandoli finiscono per avere bisogno di un piano industriale. E, a ben vedere, non hanno tutti i torti.












