PIOBBICO – Il profumo del Polentone alla Carbonara, le cantine affollate, le risate, la musica e soprattutto tantissime persone arrivate a Piobbico per condividere una tradizione che continua a passare di generazione in generazione. Si chiude con un bilancio estremamente positivo la Sagra Nazionale del Polentone alla Carbonara, Cantine e Festival dei Brutti, che dal 4 al 6 settembre ha animato ancora una volta il borgo ai piedi del Monte Nerone.
«Tre giornate intense, nelle quali gastronomia, divertimento e identità locale si sono intrecciati, dimostrando ancora una volta come le tradizioni più autentiche riescano a rinnovarsi senza perdere le proprie radici» ha spiegato Giovanni Dini, presidente della Proloco di Piobbico che organizza l’evento.
La festa è iniziata venerdì 4 settembre, con l’apertura delle votazioni per l’elezione del Presidente del Club dei Brutti e, dalle 19, delle Cantine dei Brutti. Proprio le cantine sono state tra le grandi protagoniste dell’intero fine settimana: prese d’assalto dal pubblico, hanno animato il paese creando quell’atmosfera di allegria e convivialità che rappresenta una delle caratteristiche più amate della manifestazione. Tavole imbandite, piatti della tradizione e brindisi hanno accompagnato migliaia di momenti di incontro tra piobbichesi e visitatori.
Sabato 5 settembre la festa è ripartita già nel pomeriggio con l’apertura delle cantine, per lasciare poi spazio a uno degli appuntamenti più goliardici e coinvolgenti: il Palio della Damigiana. La sfida ha riscosso un grande successo, richiamando un pubblico numeroso e partecipe tra tifo, risate e sana competizione.
Ad aggiudicarsi il Palio della Damigiana sono stati Filippo Asicov e Elia Stefanini, al termine di una gara capace ancora una volta di trasformare una tradizione popolare in un grande momento di festa collettiva.
Il Polentone: una tradizione che passa dalle mani dei grandi a quelle dei più piccoli
Il cuore della manifestazione è arrivato domenica 6 settembre, giornata dedicata alla Sagra del Polentone alla Carbonara e al Festival dei Brutti.
La mattinata si è aperta alle 10.30 con “Polentari si diventa”, il corso dedicato ai giovani polentari dai 7 ai 13 anni. Un appuntamento dal forte valore simbolico: i più piccoli hanno potuto avvicinarsi ai gesti e ai saperi di una preparazione che a Piobbico viene custodita e tramandata da generazioni.
I numeri di questa edizione raccontano anche la dimensione della festa: sono state utilizzate centinaia di chili di farina per preparare la polenta e altrettanto imponente è stato il lavoro necessario per il condimento, con centinaia di chili di sugo preparati per accompagnare il Polentone alla Carbonara servito durante le giornate.
«Una macchina organizzativa importante, resa possibile dal lavoro di tante persone e dalla volontà di continuare a proporre il piatto nel rispetto della tradizione – spiega Dini -. Senza i tanti volontari che si danno da fare per il Paese tutto questo non sarebbe stato possibile».
Dalle 12 l’apertura degli stand gastronomici e delle Cantine dei Brutti ha dato ufficialmente il via al pranzo della domenica, mentre nel pomeriggio “Paese che vai Polenta che trovi” ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra territori, sapori e differenti tecniche di preparazione della polenta, raccontate e mostrate da chi ancora oggi ne custodisce i segreti.
Un modo per ricordare che il cibo non è soltanto gusto, ma anche cultura, memoria e racconto dei territori.
Musica, risate e un grande pubblico per Marco Marzocca
La festa è proseguita dalle 16.30 con la musica dal vivo della band “80 Voglia di… 90-2000”, preparando il terreno a uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione.
Alle 18 il pubblico ha accolto Marco Marzocca, protagonista dello spettacolo comico della domenica. Tantissime le persone presenti per assistere all’esibizione dell’attore e comico, che con la sua ironia ha regalato risate e divertimento a una piazza gremita.
Una presenza perfettamente in sintonia con lo spirito del Festival dei Brutti, che da sempre fa dell’autoironia e della capacità di non prendersi troppo sul serio alcuni dei propri elementi distintivi.
Il nuovo Presidente del Club dei Brutti
Grande partecipazione anche per il momento conclusivo delle votazioni e per la tradizionale proclamazione del Presidente del Club dei Brutti.
Dopo tre giorni di votazioni, alle 19 l’arrivo del corteo ha accompagnato uno degli appuntamenti simbolo della manifestazione. Dopo la fumata bianca visibile dalla Piazza centrale di Piobbico, Giannino Aluigi è stato rieletto Presidente del Club dei Brutti con 1451 voti. Secondo Gianpiero Martinelli con 240 voti e terzo Giovanni Dini con 103 preferenze. Confermato Poldo Isabettini il più brutto d’Italia per acclamazione.
Applausi, sorrisi e tanta partecipazione hanno accompagnato la proclamazione, confermando quanto il Club e il suo Festival continuino a essere profondamente legati all’identità di Piobbico e, allo stesso tempo, capaci di incuriosire e coinvolgere chi arriva da fuori.
La serata è poi proseguita dalle 19.30 con l’Orchestra Riccardi, trasformando ancora una volta Piobbico in un grande luogo di incontro e di festa, fino ai fuochi d’artificio delle 22, che hanno chiuso simbolicamente le tre giornate.
Due fine settimana che raccontano la forza di un borgo
Con la conclusione della Sagra Nazionale del Polentone alla Carbonara, Cantine e Festival dei Brutti, Piobbico archivia anche un periodo particolarmente intenso per il paese.
Nel giro di poche settimane il borgo dell’entroterra marchigiano ha saputo accogliere un grande pubblico attraverso due fine settimana di festa, prima con il Palio dei Brancaleoni – Contesa della Pannocchia, tra rievocazioni storiche, cortei, giochi, taverne e spettacoli, e poi con il Polentone, le Cantine e il Festival dei Brutti.
Due manifestazioni molto diverse, ma unite dallo stesso filo: la volontà di una comunità di mantenere vive le proprie tradizioni e trasformarle in occasioni di incontro, divertimento e promozione del territorio.
Piobbico ha dimostrato così ancora una volta quanto i borghi dell’entroterra marchigiano siano vivi e abbiano la forza e la voglia di continuare a esserlo. Luoghi nei quali il passato non viene semplicemente ricordato, ma diventa energia per il presente: attraverso una ricetta tramandata ai bambini, una sfida tra amici, una cantina piena di persone, una rievocazione storica o una piazza che torna a riempirsi.
Tradizione, gusto e divertimento diventano così gli strumenti con cui un piccolo borgo continua a raccontarsi, ad accogliere e soprattutto a vivere.















