«Dalla discarica di Riceci alle continue rotture dell’acquedotto, la sinistra pesarese va in scena con lo stesso copione: rivendica il proprio peso quando c’è da decidere e da nominare i vertici, ma quando emergono i problemi sostiene improvvisamente di non sapere nulla». Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli. «Soltanto pochi mesi fa il sindaco di Pesaro affermava in consiglio comunale, riferendosi a Marche Multiservizi: “La società è la mia, mica degli altri sindaci”. Una frase grave – osserva Baldelli – perché la cosa pubblica appartiene ai cittadini e chi amministra un servizio fondamentale come l’acqua non ne è il proprietario, ma il responsabile».
«Allora Marche Multiservizi era “sua” e Biancani rivendicava per se il potere di decidere, arrivando persino ad attaccare e irridere gli altri sindaci. Oggi, dopo quattro rotture dell’acquedotto principale in pochi giorni, sostiene invece che il rifacimento della condotta debba diventare “una priorità per tutto il territorio” ed è costretto a convocare proprio quei sindaci che, secondo le sue precedenti dichiarazioni, non contavano». Baldelli ricorda quindi che «il PD governa Pesaro da decenni e che il Comune ha sempre esercitato un peso determinante nella governance di Marche Multiservizi, indicandone il presidente, e nella scelta dei suoi vertici. L’attuale presidente della società è Luca Ceriscioli, già sindaco di Pesaro per il PD e già presidente della Regione Marche».
«Biancani dice di essere arrabbiato come i cittadini, ma non è un semplice spettatore che può limitarsi a manifestare indignazione. È il sindaco e rappresenta l’istituzione che per anni ha esercitato il peso maggiore nelle scelte riguardanti la società. Per questo deve rispondere a due domande molto semplici: di chi è la responsabilità di un acquedotto che continua a rompersi, lasciando cittadini e attività senz’acqua? E di chi è la responsabilità dei mancati investimenti?».
«Marche Multiservizi – prosegue il deputato – non può essere “mia” quando si nominano i vertici e si esercita il potere, per poi diventare improvvisamente “di tutti” quando arrivano i problemi. E non è accettabile umiliare gli altri sindaci per poi convocarli quando c’è da condividere le responsabilità». «È lo stesso copione già visto con la discarica di Riceci: PD e alleati, Verdi e Movimento 5 Stelle, hanno fatto valere il proprio peso politico nel momento delle decisioni e delle nomine. Quando sono esplose le contestazioni, invece, improvvisamente “non ne sapevano più nulla”. Il potere senza responsabilità non è buona amministrazione: è soltanto propaganda», conclude Baldelli.















