All’aeroporto di Ancona l’evento dedicato a Falcone e Borsellino con gli studenti delle Marche

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Si è tenuto in data odierna, presso l’Aeroporto Internazionale di Ancona “R. Sanzio”, l’evento commemorativo dal titolo “Falcone e Borsellino: metodi che cambiano, eredità che resta”. L’incontro  ha rappresentato, sotto l’egida della Prefettura di Ancona,  una tappa straordinaria del “Tour della Legalità”, concepito specificamente per promuovere, tra le giovani generazioni, una riflessione e un confronto sui valori della giustizia, della legalità e dell’impegno civile.

La manifestazione, organizzata dalla Direzione dell’aeroporto insieme al Prefetto di Ancona e al Comando Provinciale della Guardia di finanza di Ancona, rientra nell’ambito delle progettualità attuative del Patto Educativo provinciale volto a stimolare stabilmente processi di sviluppo sociale ed educativo tra i giovani. 

L’Aeroporto di Ancona ha voluto ospitare l’iniziativa confermando il proprio ruolo non solo quale infrastruttura strategica per la mobilità e lo sviluppo del territorio marchigiano, ma anche come luogo aperto alla comunità, capace di promuovere cultura, dialogo istituzionale e valori civili. Lo scalo marchigiano si conferma così uno spazio di incontro e partecipazione, vicino alle nuove generazioni e attento ai temi della responsabilità collettiva e della cittadinanza attiva.

L’evento ha rappresentato una delle tappe del cd. “Tour della legalità”, e si è incentrato sul ricordo dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli indelebili di coraggio, giustizia e impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata. 

L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di tutta la Regione Marche, con particolare riferimento ai licei del territorio, che hanno assistito  a questo momento di riflessione condivisa sul valore della legalità, del senso dello Stato e della responsabilità collettiva.

I lavori, presentati e moderati dal giornalista e scrittore di èTV Marche, Maurizio Socci, si sono aperti con i saluti istituzionali del Prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, dell’Amministratore Delegato di Ancona International Airport, Giorgio Buffa, del Direttore Territoriale ENAC Regioni Centro, Silvia Ceccarelli, del Sindaco di Falconara Marittima, Dott.ssa Stefania Signorini, del Presidente della Corte d’Appello, Dott. Luigi Catelli e del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

Successivamente, il dibattito è entrato nel vivo grazie agli autorevoli interventi del Procuratore Generale di Ancona, Dott. Roberto Rossi, del Presidente del Tribunale di Ancona, Dott.ssa Edi Ragaglia, del Procuratore della Repubblica di Ancona, Dott.ssa Monica Garulli e del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Carlo Tomassini.

Al centro del dibattito è stata posta l’attualità della testimonianza lasciata dai due magistrati siciliani, simboli di una giustizia intesa come strada tracciata con coraggio, sacrificio e verità, capace di fare da guida per ogni coscienza libera. 

I relatori, attraverso interventi calibrati su una platea giovane, hanno evidenziato la portata rivoluzionaria e la lungimiranza dei metodi d’indagine introdotti da Falcone e Borsellino, primo tra tutti l’innovativo approccio “follow the money”, per contrastare le mafie. Un’eredità metodologica e morale che, a distanza di anni, resta uno dei pilastri fondamentali della lotta alle mafie e della difesa dello Stato di diritto.

A distanza di anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, il loro esempio continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per le istituzioni, per il mondo della scuola, per le associazioni e per tutti i cittadini che credono in una società libera dalle mafie e dalla violenza criminale.

Falcone e Borsellino hanno dimostrato che la lotta alla criminalità organizzata non è soltanto un compito della magistratura e delle forze dell’ordine, ma una responsabilità condivisa che richiede partecipazione, cultura della legalità e attenzione verso le nuove generazioni.

“La mafia teme più la scuola che la giustizia” è una delle frasi che meglio sintetizza il valore del loro messaggio: costruire coscienze libere è il primo passo per contrastare ogni forma di criminalità e sopraffazione.

In chiusura, particolarmente emozionate è stata la lettura di brani effettuati da Silvia Donzelli e Nicolò Ausilio, della Compagnia dei Giovani di Marche Teatro.

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