Domenica 10 maggio si è tenuta una assemblea della Sezione Andrea Costa del PSI di Fano. Nel corso dei lavori che avevano come tema Vitruvio a Fano. Proposte socialiste per una nuova visione di Città, è stato ribadito un giudizio, ormai unanime, sulla attività svolta da Odino Zacchilli nel suo ruolo di Presidente del Centro Studi Vitruviani unitamente agli Auguri di buon lavoro al nuovo presidente proposto Stefano Marchegiani. La nomina sottolinea insieme al valore del candidato anche un procedere improprio sul piano politico da parte del centrodestra che palesa tutti i limiti nella sua proposizione politica. Marchegiani non è solo un tecnico e uomo di cultura ma anche il Candidato Sindaco della coalizione dei Progressisti che ha raccolto il 19,42% dei voti, sarebbe stato politicamente più corretto da parte del centrodestra rappresentare la nomina del Presidente del Centro Studi come un disegno di unità Istituzionale per la Città – a fronte di una straordinaria occasione come la scoperta della Basilica di Vitruvio – e non come una scelta “tecnica”
Il Partito Socialista esprime perplessità intorno al dibattito che a vario titolo si sta sviluppando che evidenzia l’assenza di una visione strategica ed una guida narrativa forte da parte della Giunta e del Sindaco. Il PSI ritiene che la discussione attorno alla Basilica di Vitruvio non può essere ridotta esclusivamente a una questione archeologica o turistica. Se davvero ci troviamo di fronte a un luogo capace di riattivare il pensiero vitruviano, allora la sfida riguarda il rapporto tra città, paesaggio, tecnica, ambiente e società contemporanea. Per questo riteniamo necessario promuovere un manifesto e un tavolo permanente di lavoro che affronti in modo interdisciplinare tutte le implicazioni culturali, urbane, scientifiche, formative e territoriali che il ritrovamento può generare.
L’obiettivo non è soltanto “valorizzare un reperto”, ma comprendere come la figura di Vitruvio possa tornare contemporanea: nel rapporto tra architettura e natura, tra tecnica e responsabilità, tra città e qualità della vita, tra infrastruttura e paesaggio, tra conoscenza specialistica e bene comune. Fano può assumere un ruolo unico. Non soltanto come luogo di conservazione di una memoria archeologica, ma come centro di elaborazione culturale internazionale capace di mettere in relazione università, ricercatori, progettisti, istituzioni e reti culturali interessate ai temi della transizione ecologica, della città contemporanea e del paesaggio. Per questo proponiamo la formazione di un tavolo aperto e permanente che coinvolga: università italiane e internazionali, scuole di architettura, paesaggio, urbanistica e beni culturali, centri di ricerca, istituzioni locali, associazioni culturali e ambientaliste, professionisti e cittadini. Il compito del tavolo dovrebbe essere quello di definire: una visione culturale condivisa; linee di ricerca; programmi didattici e summer school; eventi e forum permanenti; reti internazionali; possibili ricadute territoriali, formative ed economiche. L’idea di fondo è semplice: rafforzare il ruolo ed i compiti della Fondazione Vitruvio e non trasformare Vitruvio in un oggetto celebrativo, ma in un’occasione viva di riflessione sul futuro della città e del paesaggio contemporaneo. Fano potrebbe così diventare non soltanto il luogo di un ritrovamento, ma il punto di riferimento di una nuova “Basilica del pensiero”, una piattaforma culturale capace di collegare memoria e futuro.
Da Tiziano Busca Segreteria Nazionale PSI












