URBINO – Si è tenuta oggi, 3 marzo 2026, la conferenza stampa di presentazione del Premio Inclusione e Aggregazione Sociale attraverso la Pratica Sportiva, promossa dalla Scuola di Scienze Motorie, nell’ambito del Dipartimento di Scienze Biomolecolari, in collaborazione con il Consorzio Fano Sport.
L’edizione 2026 del Premio intende sostenere progetti in grado di trasformare conoscenze scientifiche e competenze sportive in interventi concreti di inclusione sociale sul territorio della città di Fano.
Dopo i saluti istituzionali del Rettore Giorgio Calcagnini, a definire le ragioni e il quadro completo dell’iniziativa sono stati i relatori intervenuti: Marco Rocchi, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomolecolari; Piero Sestili, Presidente della Scuola di Scienze Motorie; Paolo Petrucci, Presidente del Consorzio Fano Sport; Michele Guescini, Referente del corso di laurea magistrale in Scienze delle attività motorie preventive e adattate per la salute, e Alessandro Severi, Avvocato del Consorzio Fano Sport.
Il percorso di selezione e finanziamento nasce con l’obiettivo di valorizzare proposte progettuali che dimostrino, in modo concreto e misurabile, come la pratica sportiva sia una fondamentale leva di inclusione delle fasce più vulnerabili della popolazione giovanile, di aggregazione tra nuove generazioni e, nel complesso, come vettore di diffusione di principi etici condivisi, di promozione delle pari opportunità e sicurezza, e di creazione di partnership tra società sportive, scuole, amministrazioni e terzo settore.
Il bando si rivolge a studentesse e studenti iscritti al corso di laurea triennale in Scienze Motorie, Sportive e della Salute (L-22), e ai corsi di laurea magistrali in Scienze delle attività motorie preventive e adattate per la salute (LM-68) e Scienze dello Sport (LM-67), residenti a Fano o con almeno due anni di residenza (anche non continuativi) nell’ultimo quinquennio.
“Sono particolarmente lieto dell’iniziativa promossa dal Consorzio Fano Sport – ha esordito il Professor Sestili – per due motivi: il Consorzio ha colto con lungimiranza il valore sociale dello sport, che va ben oltre la passione e l’agonismo. Lo sport è anche inclusione, socializzazione, valorizzazione delle debolezze. In una parola: altruismo.
Il Premio prevede lo stanziamento di 3.000 euro a sostegno del primo progetto classificato, di 2.000 euro al secondo, di 1.000 euro al terzo, come fondo di avviamento per tradurre le linee teoriche di intervento in azioni reali. Le proposte saranno esaminate sulla base di criteri stringenti. Di queste si valuterà la capacità di generare effetti sociali verificabili, l’equilibrio sotto il profilo finanziario e organizzativo, la chiarezza dell’impostazione esecutiva e la solidità delle collaborazioni da attivare in rete.
“Il Consorzio Fano Sport – ha osservato il Presidente Petrucci – rappresenta una realtà senza precedenti nel panorama imprenditoriale fanese. Nel 2024, 22 imprenditori, tra i principali della città di Fano, si sono uniti con l’obiettivo di sostenere tutto lo sport fanese. Con il Premio Inclusione e Aggregazione Sociale attraverso la Pratica Sportiva, ideato insieme all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il Consorzio investe 6.000 euro per sostenere tre progetti di studenti della Scuola di Scienze Motorie, premiando le idee più efficaci e concretamente realizzabili.
Vogliamo iniziative capaci di trasformare lo sport in uno strumento operativo di inclusione e aggregazione sociale, costruite in rete con scuole, terzo settore e istituzioni, con una ricaduta verificabile sul territorio, a partire dalla città di Fano. Nel precedente anno sociale 2024/2025 e nell’attuale, come Consorzio Fano Sport abbiamo già sostenuto 12 società sportive, per un totale di 56.000 euro erogati, e intendiamo proseguire in questa direzione individuando ulteriori realtà meritevoli e progetti da supportare”.
Il bando e il sito del concorso saranno pubblicati a breve.
È possibile rivedere la conferenza stampa al link: https://bit.ly/live-

















Che bello vedere iniziative come questa che danno valore concreto allo sport come strumento di crescita umana, non solo di performance. Da studente fuori sede che ha vissuto anni a Fano, so quanto sia importante per chi studia Scienze Motorie poter trasformare ciò che impara in aula in progetti reali per il territorio, specialmente per le fasce più giovani e fragili. Mi capita spesso di confrontare queste realtà con quello che vedo in giro, ad esempio su https://soft2bet-italia.com/ quando cerco di capire come funzionano i meccanismi di gamification applicati ad altri contesti, e trovo interessante come anche nel mondo sportivo si stia iniziando a ragionare in termini di engagement e ricaduta misurabile. Sapere che ci sono 6.000 euro messi a disposizione da imprenditori locali per sostenere idee nate dentro l’università mi fa pensare che quando un territorio crede nella formazione, i frutti prima o poi si vedono davvero.
Mi piace molto quando lo sport viene raccontato non solo come competizione ma come strumento di inclusione, perché è proprio lì che emerge il suo valore più profondo: creare legami, offrire appartenenza e rendere accessibili esperienze che altrimenti rischierebbero di restare separate o elitarie. In molti casi non è la disciplina in sé a cambiare la vita delle persone, ma il contesto di relazione che riesce a costruire attorno. Questa idea di accessibilità e partecipazione oggi si riflette anche nel digitale, dove piattaforme come https://1w-italia.com/app/ mostrano quanto conti rendere un’esperienza semplice, diretta e fruibile da chiunque tramite smartphone. Se usata con consapevolezza, anche la componente di intrattenimento legata a betting e casinò può inserirsi dentro questa più ampia trasformazione del modo in cui le persone partecipano.