PESARO – La Chirurgia dell’Ospedale di Pesaro tra i centri di rilievo della ricerca nazionale per il tumore al pancreas contribuendo attivamente all’eccellenza clinica e scientifica nella rete di cura in Italia. La rivista scientifica internazionale Updates in Surgery ha pubblicato uno studio nazionale che traccia una mappatura aggiornata e dettagliata della chirurgia del tumore del pancreas in Italia. Il lavoro, promosso e realizzato grazie alla collaborazione dei principali centri di chirurgia pancreatica italiani conferma il valore della centralizzazione, ma anche di un sistema ospedaliero capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla valutazione multidisciplinare preoperatoria alla gestione delle complicanze postoperatorie.
“La presenza della Chirurgia di Pesaro all’interno di questa importante fotografia nazionale testimonia l’impegno costante dell’équipe nella gestione multidisciplinare e chirurgica di una delle neoplasie più difficili in ambito oncologico – spiegano Alberto Patriti, direttore della Chirurgia Generale degli ospedali di Pesaro e Fano, e Filippo Petrelli, dirigente medico –. La partecipazione a studi multicentrici di così ampio respiro evidenzia la qualificazione dei professionisti dell’AST e la centralità dell’Azienda all’interno della rete di cura regionale e nazionale. Nella chirurgia pancreatica il singolo intervento è soltanto una parte del percorso: prima dell’operazione sono fondamentali il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), la discussione multidisciplinare e l’integrazione con l’Oncologia; dopo l’intervento diventa decisiva la capacità dell’intero ospedale di riconoscere e trattare rapidamente le complicanze. È questa integrazione tra professionisti e servizi differenti che consente di affrontare in sicurezza una chirurgia ad alta complessità”.
Lo studio sottolinea l’importanza di rispettare i criteri di accreditamento delle Pancreas Units introdotti recentemente dal Ministero della Salute, che puntano a superare la frammentazione delle cure, garantendo volumi adeguati, percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e un’elevata specializzazione multidisciplinare per ogni paziente. La ricerca ha analizzato retrospettivamente 3.455 pazienti operati per adenocarcinoma pancreatico in 29 centri italiani nel quadriennio 2018-2021. L’obiettivo principale è stato valutare gli esiti postoperatori a 90 giorni in relazione al volume di interventi eseguiti dalle singole strutture. Dal quadro complessivo emerge che la centralizzazione e l’esperienza del volume chirurgico continuano a giocare un ruolo cruciale sulla sicurezza del paziente: la mortalità a 90 giorni si riduce significativamente nei centri ad alto e altissimo volume rispetto alle strutture con casistiche ridotte.
“La chirurgia pancreatica moderna – spiega Rita Chiari, Direttore dell’Oncologia AST PU – non può essere valutata esclusivamente sulla base del numero di interventi eseguiti. Uno dei messaggi importanti che emergono da questo lavoro è che i risultati che si ottengono nel singolo paziente con tumore del pancreas sono sovrapponibili nei centri a medio e ad alto volume proprio grazie all’organizzazione messa in piedi dalle strutture sanitarie. La complessità di questi pazienti richiede infatti un’intera organizzazione ospedaliera costruita intorno al percorso di cura, capace di integrare competenze diverse prima, durante e soprattutto dopo l’intervento. A Pesaro il percorso inizia già nella fase preoperatoria attraverso il PDTA dedicato ai pazienti con tumore al pancreas, che consente una valutazione multidisciplinare e il coinvolgimento precoce dell’Oncologia, per garantire a ogni persona un percorso personalizzato e adeguato alle proprie esigenze”.
Il piano assistenziale prevede il coinvolgimento sinergico di diverse discipline: alla Chirurgia si affiancano la Rianimazione, la Radiologia Interventistica e l’Endoscopia, disponibili per le urgenze nell’arco delle 24 ore, insieme alle competenze specialistiche di Malattie Infettive, Nutrizione Clinica e Medicina Interna. Una rete di professionalità che permette di affrontare tempestivamente le principali complicanze della chirurgia pancreatica attraverso strategie intensive, radiologiche, endoscopiche, infettivologiche, nutrizionali o chirurgiche, calibrate sulle necessità del singolo paziente.
“La partecipazione dell’AST Pesaro Urbino a questo studio nazionale – conclude il Direttore Generale AST PU, Alberto Carelli – assume un significato che va oltre il dato scientifico: testimonia l’inserimento dell’Azienda in una rete di confronto tra centri e, soprattutto, la presenza sul territorio di un percorso assistenziale nel quale PDTA, oncologia, chirurgia, terapia intensiva, diagnostica e procedure interventistiche, infettivologia, nutrizione e medicina interna operano come componenti di un unico sistema di cura. Per i cittadini della provincia e della regione, la presenza attiva dei professionisti locali in contesti di ricerca e cura di alto livello rappresenta una garanzia di affidabilità, competenza e vicinanza nei momenti di maggiore fragilità. Un risultato reso possibile dal lavoro quotidiano di tutte le strutture e dei professionisti che compongono la nostra rete aziendale”.















