PESARO – La cultura non è soltanto identità e promozione del territorio; manifestazioni come il Rossini Opera Festival e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema a Pesaro, Fano Jazz by the Sea e il Passaggi Festival a Fano, Popsophia a Pesaro e gli appuntamenti di Urbino Musica Antica stanno diventando in modo sempre più evidente un motore economico cruciale per la provincia di Pesaro e Urbino, capace di alimentare il turismo, sostenere il commercio e creare occupazione qualificata. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi CNA sulle imprese culturali e creative, che rielabora i dati della Camera di Commercio e del rapporto Symbola-Unioncamere per dare una fotografia puntuale del settore a livello provinciale e regionale.
Nella provincia di Pesaro e Urbino si contano 571 imprese culturali attive (tra queste 47 nell’attività di produzione cinematografica, 13 nell’attività di editoria/registrazione sonora, 12 nell’edizione di libri, 33 conservazione e restauro del patrimonio culturale, 62 nell’attività di creazione artistica) un tessuto produttivo vivace e diffuso che spazia dall’editoria all’audiovisivo, dallo spettacolo dal vivo all’architettura, fino al design, alla fotografia, al patrimonio artistico e ai servizi al turismo culturale. Un patrimonio di competenze che posiziona la nostra provincia sul podio regionale per densità e consistenza aziendale dietro a Ancona con 662 imprese e Macerata con 653.
A livello marchigiano, l’intero sistema culturale e creativo genera oltre 2 miliardi di euro di valore aggiunto (pari al 5,1% dell’economia regionale). Se si osserva l’indotto turistico ed economico: gli studi di settore stimano che ogni euro investito in cultura genera tra 1,8 e 3 euro di ricaduta economica complessiva sul territorio.
Un impatto che nella provincia di Pesaro e Urbino si tocca con mano, grazie a un palinsesto estivo e autunnale unico nel suo genere. Grandi manifestazioni di rilevanza internazionale e nazionale non rappresentano solo vetrine di prestigio, ma vere e proprie macchine di valore economico. Attirano migliaia di turisti e visitatori, riempiono le strutture alberghiere e i ristoranti, e coinvolgono centinaia di fornitori locali e artigiani del territorio.
«Questi numeri confermano che la cultura non è un settore accessorio, ma una leva economica strategica» dichiara Michele Matteucci, presidente CNA Pesaro e Urbino. «La capacità di generare valore, lavoro qualificato e indotto è evidente: ogni euro investito in cultura ne restituisce al territorio fino a tre volte. Per questo è fondamentale garantire continuità nelle politiche regionali e strumenti stabili di sostegno alle imprese culturali.»
Matteucci aggiunge: «In questi giorni sono circolate analisi basate solo su una parte dei dati disponibili. CNA Pesaro e Urbino ritiene invece essenziale offrire una lettura completa: ai numeri Symbola–Unioncamere, che misurano il valore generato dall’intera filiera culturale e creativa, affianchiamo i dati camerali aggiornati che fotografano le imprese attive. Solo così si comprende davvero la forza del settore.»
«In questo contesto il comparto cinema e audiovisivo marchigiano è in crescita e sempre più riconosciuto a livello nazionale» afferma Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino. «Le produzioni, i festival e le attività formative generano ricadute economiche significative e contribuiscono a costruire identità e attrattività. La cultura restituisce valore al territorio: investire significa attivare filiere, creare lavoro e rafforzare la reputazione della provincia.»
«Le imprese culturali della zona raccontano il territorio, generano valore e costruiscono identità» concludono Matteucci e Bianchini «L’estate appena trascorsa lo dimostra: la cultura è una leva di sviluppo che va sostenuta con continuità, visione e politiche adeguate. E va misurata con dati completi che diano l’esatta consistenza del settore.»















