Termovalorizzatore, mozione contraria di Panaroni e Mascarin

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FANO – Il Consiglio comunale di Fano sarà chiamato a esprimersi su una mozione che punta a fermare la realizzazione di un macro-termovalorizzatore nelle Marche e a rafforzare, al contrario, una strategia basata sull’economia circolare.

Il documento, presentato dai consiglieri Francesco Panaroni (Movimento 5 Stelle) e Samuele Mascarin (In Comune), prende posizione contro il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, che prevede la costruzione di un impianto da 370mila tonnellate annue per ridurre il conferimento in discarica entro i limiti europei fissati al 2035.

Secondo i proponenti, la provincia di Pesaro-Urbino, e in particolare Fano, ha già dimostrato negli anni livelli elevati di raccolta differenziata, pur con criticità legate alla qualità del materiale raccolto, che in parte finisce ancora in discarica.

Tra le principali contestazioni contenute nella mozione c’è la sostenibilità economica dell’impianto: un investimento di centinaia di milioni di euro che, secondo i firmatari, rischierebbe di vincolare il territorio per almeno 20-25 anni, rendendo necessario alimentare costantemente il termovalorizzatore e rallentando così le politiche di riduzione dei rifiuti.

Non manca poi il tema ambientale e sanitario. Nel testo si evidenzia come, nonostante i sistemi di filtraggio, l’incenerimento produca nanopolveri e una quota significativa di ceneri tossiche, pari a circa il 25% del materiale in ingresso, che devono comunque essere smaltite in discariche speciali.

I consiglieri richiamano inoltre la normativa europea, che pone al primo posto il recupero di materia e il riciclo, relegando il recupero energetico a una soluzione secondaria.

Nel documento si sottolinea anche la specificità del territorio fanese, città costiera con una forte vocazione turistica e agricola, per la quale – si legge – diventa prioritario tutelare la qualità dell’aria e del suolo.

Da qui la richiesta di puntare su alternative come il potenziamento degli impianti di recupero, la selezione avanzata del rifiuto residuo e l’estensione della tariffazione puntuale, strumenti ritenuti più efficaci per ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il riciclo.

La mozione impegna infine il sindaco e la giunta a farsi portavoce presso l’Assemblea Territoriale d’Ambito e la Regione Marche della contrarietà del Comune alla realizzazione dell’impianto, oltre a promuovere uno studio di fattibilità su soluzioni alternative che valutino anche i costi ambientali e sanitari nel lungo periodo.

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