PESARO, 5 giugno – Un nuovo elemento potrebbe riaccendere le speranze e le indagini sulla scomparsa di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna di cui non si hanno più notizie dalla notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024. Il giovane era sparito nel nulla dopo aver lasciato la propria auto e alcuni indumenti nei pressi della Diga del Furlo, ultimo luogo in cui è stata accertata la sua presenza. Da allora, nonostante mesi di ricerche e appelli, nessuna traccia concreta era più emersa. Ora, a distanza di 19 mesi, un possibile nuovo indizio arriva proprio dalla madre del ragazzo, Federica Pambianchi. Domenica scorsa, durante una delle passeggiate che compie quasi quotidianamente nella zona del Furlo alla ricerca di qualsiasi elemento utile, la donna ha notato un paio di boxer impigliati tra la vegetazione, a circa 400 metri dalla diga in direzione Fossombrone, nelle vicinanze del fiume. Secondo quanto riferito dalla stessa Pambianchi, modello, colore e soprattutto taglia dell’indumento sarebbero compatibili con quelli indossati da Riccardo al momento della scomparsa. La donna, d’intesa con l’avvocato Elena Fabbri, ha immediatamente consegnato il reperto ai carabinieri, chiedendo che venga sottoposto ad analisi genetiche. L’esame del Dna potrebbe infatti essere effettuato grazie agli oggetti personali del giovane sequestrati dagli investigatori nei mesi successivi alla scomparsa, proprio per consentire eventuali comparazioni in caso di nuovi ritrovamenti. «È una scoperta che mi ha gelata – racconta ai nostri microfoni Federica Pambianchi –. Non posso dire con certezza che siano di Riccardo, ma la misura e il modello sembrano essere i suoi. Indossava quel genere di boxer e a casa ne ho molti uguali». Per la madre del ragazzo, il ritrovamento rappresenta un ulteriore motivo per continuare a chiedere lo svaso della diga del Furlo, un’ipotesi sostenuta da tempo dai familiari nella speranza di ottenere risposte sulla sorte del figlio. Nel frattempo cresce il sostegno dell’opinione pubblica: la raccolta firme lanciata nei giorni scorsi per chiedere lo svuotamento dell’invaso ha già superato quota 1.200 adesioni.












