Pesaro, 3 giugno – Una petizione per chiedere con forza lo svaso della Diga del Furlo. L’iniziativa è stata promossa da Federica Pambianchi, madre di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna scomparso nell’ottobre del 2024. Proprio nei pressi della diga, il giorno della scomparsa, erano stati ritrovati i vestiti e l’auto del giovane. Per questo motivo lo svuotamento dell’invaso viene considerato dalla famiglia un passaggio decisivo per approfondire le ricerche e tentare di fare luce sulla vicenda. Tuttavia, il Servizio Ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino, alla luce delle nuove modalità operative prospettate da Enel Green Power e dell’esito della Conferenza dei Servizi istruttoria dello scorso 8 maggio, ha comunicato che l’intervento è da ritenersi «incompatibile con gli obiettivi di tutela del sito e non realizzabile nelle condizioni rappresentate» dal gestore della diga. Secondo la Provincia sarebbero inoltre venuti meno i presupposti tecnici e ambientali che avevano consentito il precedente parere favorevole con prescrizioni, mentre le soluzioni proposte non sarebbero equivalenti alle misure necessarie per la tutela del sito Natura 2000 e della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo.
Nonostante il parere negativo, Federica Pambianchi non ha mai smesso di chiedere lo svaso della diga. I suoi appelli, ad oggi, non hanno trovato risposta e per questo ha deciso di lanciare una raccolta firme online, rivolta a tutte le persone che in questi mesi le sono state vicine attraverso i social e nella vita quotidiana. La petizione è disponibile all’indirizzo https://www.change.org/p/chiedere-lo-svuotamento-della-diga-del-furlo e, nel testo che accompagna l’iniziativa, la madre di Riccardo spiega che la famiglia vive ancora nell’attesa di risposte sulla scomparsa del giovane. «Non cerco polemiche né responsabilità da attribuire. Chiedo soltanto che non venga lasciata intentata nessuna strada che possa aiutare a fare chiarezza su ciò che è accaduto a mio figlio», scrive, invitando i cittadini a sostenere la richiesta con una firma affinché le istituzioni possano valutare nuovamente la possibilità dello svuotamento dell’invaso.












