Sciopero autotrasporto, CNA-Fita “Le ambiguità non fanno il bene della categoria”

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PESARO – La crisi del settore dell’autotrasporto, appesantita in questi ultimi tempi da quella legata all’aumento dei carburanti, sta dando spazio ad ogni tipo di speculazione, a strumentalizzazioni e a gravi atteggiamenti di ambiguità che non giovano ad una lettura seria e corretta della situazione.

CNA- Fita, che in questi giorni non ha avuto posizioni ondivaghe o di comodo, ribadisce con fermezza la propria linea rispetto ad un eventuale sciopero della categoria che, comunque, non significa rinunciare alla mobilitazione ma rispettare la legge e il diritto allo sciopero.

“Salire sulle barricate ora – dice il responsabile di CNA-Fita delle Marche, Riccardo Battisti – solo per avere qualche titolo sui giornali non solo non serve a nulla ma finisce per ritorcersi contro gli interessi stessi della categoria. L’ambiguità, la mancanza di chiarezza ed il proprio tornaconto spesso fanno più danni che favori al settore”.

Per questo CNA-Fita, che aderisce ad Unatras, sottolinea come il fermo nel quale si è consumata la tragedia (un autotrasportatore investito e ucciso sull’autostrada A1 nel Casertano), sia stato proclamato da una sigla associativa del tutto estranea a Unatras. Sigla che ha agito in modo unilaterale ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare la propria iniziativa — motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva, ovvero il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto, ai sensi della Legge 146/1990.

“Quella sigla era pienamente consapevole dell’impossibilità di procedere. La proclamazione effettuata a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione — a fronte dei 25 obbligatori per legge — configura una violazione deliberata, non un errore procedurale.

“Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa esisteva proprio per prevenire, e che UNATRAS giudica inaccettabile. Per queste ragioni, UNATRAS comunica che non intende sedersi allo stesso tavolo istituzionale con chi ha dimostrato di non rispettare le regole fondamentali del confronto, e chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste dalla Legge 146/1990.

CNA-Fita ed Unatras hanno operato con rigore e responsabilità: preavviso di 25 giorni comunicato alla Commissione di Garanzia, servizi minimi garantiti, modalità conformi al Codice di autoregolamentazione dei servizi pubblici essenziali.

Pertanto il fermo nazionale Unatras è ufficialmente confermato: dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio 2026.

Ci rivolgiamo al Governo con chiarezza: il tempo delle risposte interlocutorie è finito. La categoria chiede da mesi misure compensative concrete contro l’insostenibile aumento del costo del carburante. Auspichiamo che il Governo riconosca il ruolo fondamentale dell’autotrasporto per l’economia nazionale e apra un confronto serio, con chi le regole le rispetta”.

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