San Benedetto, bimba celiaca senza pranzo: l’appello di AIC

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una giornata al mare si è trasformata in un momento di forte disagio per una bambina celiaca di sette anni e per la sua famiglia. È quanto emerge da una segnalazione ricevuta dall’Associazione Italiana Celiachia Marche APS, che ha deciso di portare il tema all’attenzione delle istituzioni.

La famiglia, in visita a San Benedetto del Tronto, ha incontrato notevoli difficoltà nel reperire un locale in grado di offrire un pasto sicuro alla bambina. Diversi locali aderenti al network AFC (Alimentazione Fuori Casa), punto di riferimento per molte persone celiache, risultavano chiusi nella fascia del pranzo. In un altro esercizio, informazioni rassicuranti ricevute telefonicamente sulla presenza di prodotti senza glutine si sono poi scontrate con l’impossibilità di garantire l’assenza di contaminazioni. Alla fine la bambina ha dovuto rinunciare al pranzo fuori casa e ripiegare su un’insalata acquistata al supermercato.

«Non si tratta di puntare il dito contro un singolo esercente – dichiara Francesca GIANSANTE, presidente di AIC Marche – ma di riflettere su un problema più ampio. In una città a forte vocazione turistica, le persone celiache devono poter trovare con ragionevole facilità un’offerta sicura e informazioni corrette. Per chi vive con la celiachia, e ancor più per un bambino, la sicurezza alimentare non è un dettaglio.»

AIC Marche ricorda di aver organizzato negli anni numerosi corsi di formazione sul territorio, anche nell’area di Ascoli Piceno e della Riviera delle Palme, per aiutare i ristoratori ad acquisire le competenze necessarie sulla gestione del senza glutine. «Purtroppo – aggiunge GIANSANTE – la partecipazione degli operatori è ancora limitata e questo si riflette sulla disponibilità di servizi adeguati.»

L’associazione sottolinea inoltre che nessuno ama fare critiche o creare allarmismi. Tuttavia, l’episodio evidenzia le conseguenze concrete che queste difficoltà possono avere sulle famiglie: «Quando una bambina piange perché non riesce a trovare un posto dove mangiare in sicurezza, significa che il problema va oltre la semplice organizzazione di un pasto. Riguarda inclusione, serenità e qualità della vita.»

AIC Marche ha inviato una comunicazione al Comune di San Benedetto del Tronto e, per conoscenza, alla Regione Marche, manifestando la propria disponibilità a collaborare con istituzioni, enti competenti e associazioni di categoria per promuovere sensibilizzazione e formazione sul tema della celiachia.

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