PESARO URBINO – “Leggo l’intervento di Alessia Morani e resto sinceramente sorpreso. Parla di condivisione, di confronto, di culture politiche che si incontrano e di decisioni prese insieme. Peccato che chi vive e amministra il territorio da anni sappia bene che, quando il PD aveva i numeri e il potere per decidere, tutta questa voglia di coinvolgere gli altri non si è mai vista. La Morani arriva oggi come un fulmine a ciel sereno a spiegare cosa sia la buona politica, ma del territorio e delle sue dinamiche concrete non si è occupata per Anni con ruoli anche importantissimi”.
“Vorrei ricordarle che il Presidente della Provincia non è una figura ornamentale. È una figura che pesa nelle scelte strategiche del territorio, negli organismi come ATO, ATA e nelle società partecipate. Chi oggi minimizza questa partita o non conosce il funzionamento degli enti o fa finta di non conoscerlo. Se davvero credete nella condivisione, allora spiegate ai cittadini una cosa molto semplice: dov’era il tavolo delle culture politiche, dei cattolici, dei comunisti, dei liberali e dei “padri costituenti” quando avete deciso di nominare Ceriscioli alla guida di MMS? Chi avete coinvolto? Chi avete ascoltato? E dov’era tutta questa condivisione quando è stata bocciata la proposta di utilizzare gli utili di MMS per investire nelle reti idriche, negli acquedotti e nella riduzione delle perdite, restituendo qualcosa ai cittadini che pagano le bollette? Anche lì nessun confronto. Si è preferito continuare a distribuire utili, soprattutto per riempire le casse del Comune di Pesaro, invece di investire maggiormente in infrastrutture e servizi”.
“Oggi sentire lezioni di democrazia da chi per anni ha deciso tutto nelle stanze del potere fa sinceramente sorridere. La verità è molto più semplice: avete fatto un accordo con Gambini perché da soli non eravate in grado di vincere. Avete fatto il patto con chi fino a ieri veniva dipinto come l’avversario da battere, pur di avere qualche possibilità in più di fermare il centrodestra, ma poi fermare il cdx a tutti costi, vorrei ricordare che si chiama democrazia. È una scelta politica legittima, ma abbiate almeno l’onestà di chiamarla con il suo nome. Avete fatto il patto con il diavolo pur di avere una speranza in più. Adesso però prendetevi la responsabilità di quella scelta e spiegatela al territorio come mai avete appoggiato chi fino a ieri ha tentato di riaprire la partita di Riceci e che avete combattuto per anni contro quello che oggi avete deciso di sostenere. Avete fatto un patto con quel “diavolo” che fino a poche settimane fa sedeva ai tavoli del centrodestra, che ancora oggi è presente nelle chat del centrodestra e che aveva imposto un vero e proprio aut aut: o lui o nessun altro. Il problema non è solo il trasformismo politico, ma l’inaffidabilità di chi cambia schieramento, posizione e alleanze a seconda della convenienza del momento, pretendendo poi di dettare le regole a tutti gli altri. Una prepotenza politica che abbiamo visto più volte e che oggi viene addirittura premiata da chi fino a ieri la denunciava e la combatteva. Altro che padri costituenti e culture politiche: questa operazione ha un nome molto più semplice. È un accordo di potere costruito sulla convenienza reciproca ed il PD è l’artefice”.













