PESARO – «Da anni annunciata ma ancora chiusa e inutilizzata». È l’attacco lanciato dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Serena Boresta, Michele Redaelli, Giovanni Corsini, Daniele Malandrino e Cristina Canciani sulla vicenda della nuova farmacia comunale prevista all’interno dell’Auditorium Scavolini di viale Marconi. Secondo gli esponenti dell’opposizione, Aspes starebbe sostenendo da mesi costi rilevanti per il locale destinato alla farmacia senza che il servizio sia mai stato attivato. «La nuova farmacia comunale di Viale Marconi doveva rappresentare un servizio importante per i cittadini e invece, a distanza di anni dai primi annunci, è ancora lontana dall’apertura» affermano i consiglieri.
Fratelli d’Italia punta il dito soprattutto sui costi sostenuti dalla società partecipata. «Parliamo di un canone da quasi 3mila euro al mese, oltre IVA, sostenuto almeno dal novembre 2023 – spiegano – a cui si aggiungono spese per vetrofanie, lavori interni, arredamenti, consumi e utenze, oltre alle tasse per le esposizioni pubblicitarie dei loghi delle Farmacie Comunali di Pesaro». Secondo i consiglieri si tratterebbe di «decine e decine di migliaia di euro, di soldi pubblici, già spesi senza che il servizio sia mai stato attivato». L’opposizione parla di «gravi criticità sulla gestione delle società partecipate» da parte dell’amministrazione comunale e ipotizza due possibili scenari. «Nel primo caso – sostengono – la Giunta Biancani non è stata in grado di indirizzare e vigilare sulla propria società partecipata». Ma viene avanzata anche una seconda ipotesi «ancora più preoccupante»: «La scelta di Aspes di prendere in affitto i locali dell’Auditorium Scavolini potrebbe essere stata condivisa con l’amministrazione comunale non per reali esigenze operative, ma per garantire un’immediata entrata economica utile a tamponare le difficoltà finanziarie legate al completamento dell’Auditorium».
Secondo Fratelli d’Italia, in sostanza, Aspes avrebbe iniziato a pagare il canone mensile «pur senza utilizzare concretamente gli spazi», lasciando così i cittadini a sostenere i costi di un locale rimasto chiuso. I consiglieri annunciano quindi nuove iniziative istituzionali. «Abbiamo già chiesto informazioni specifiche da parte del Comune e di Aspes attraverso interrogazioni scritte e accessi agli atti – spiegano – ma le informazioni ricevute sono state assolutamente insufficienti». Per questo il gruppo ha deciso di protocollare una nuova interrogazione chiedendo al sindaco Andrea Biancani di rispondere direttamente in Consiglio comunale. Non solo. «Stiamo inoltre predisponendo una serie di ulteriori accertamenti, nonché segnalazioni formali agli enti preposti» concludono Boresta, Redaelli, Corsini, Malandrino e Canciani, rinnovando «con fermezza» l’invito ad Aspes e al sindaco di Pesaro «a chiarire questa situazione».












