Pesaro – Centrodestra: “Biosfera ferma da mesi nei contenuti. Contratto da 140mila euro: cosa sta facendo il Comune?”

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Dopo i 700 mila euro spesi per l’acquisto e i circa 140 mila euro per manutenzione, gestione e sviluppo, la Biosfera continua a essere il simbolo del nulla. Da mesi propone sempre le stesse immagini, senza alcun reale aggiornamento, evoluzione o innovazione. Eppure il Comune sta pagando anche la componente creativa e sperimentale del progetto. Una situazione imbarazzante. Ma Sindaco e Giunta sanno davvero cosa hanno firmato? Chi controlla? Quali risultati concreti sono stati prodotti oltre a spendere soldi pubblici? Troppe anomalie sul tema sul quale va fatta chiarezza”.

È l’attacco dei consiglieri comunali di centrodestra Andreolli (Lega), Marchionni, Lanzi (Pesaro Svolta), Malandrino, Boresta, Redaelli, Canciani, Corsini (Fratelli d’Italia), Marinucci, Bartolomei e Dallasta (Forza Italia), che hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’Amministrazione comunale sulla gestione della “Biosfera”, l’installazione artistico-tecnologica realizzata nell’ambito del progetto “CTE SQUARE”. L’interrogazione prende le mosse dalla Determinazione n. 1770 dell’11 luglio 2025, con cui il Comune di Pesaro ha affidato il servizio di manutenzione, gestione e sviluppo della Biosfera per un importo complessivo di circa 141 mila euro oltre IVA, fino al 31 dicembre 2027.

Quello del settore tecnologico del Comune è ormai un vero buco nero organizzativo visto che in due anni ci sono stati quattro cambi di dirigente con conseguete zero stabilità, caos gestionale e totale assenza di una linea chiara. E intanto i cittadini pagano il prezzo di questa confusione amministrativa. Il Sindaco Biancani vede o no quella struttura in piazza che continua a riciclare sempre gli stessi contenuti, peraltro tutto tranne che innovativi? Oppure fa finta di nulla?”

“Il problema non è soltanto la manutenzione della struttura, ma il clamoroso scollamento tra ciò che era stato promesso e ciò che oggi vedono cittadini e turisti. Il capitolato non prevedeva semplicemente la conservazione dell’impianto, ma una vera attività evolutiva e sperimentale,  lo sviluppo di nuove opere audiovisive interattive, utilizzo di dati territoriali per contenuti generativi, sistemi di audio spazializzato, sperimentazione applicata a turismo e cultura, oltre ad attività di ricerca e innovazione legate al progetto CTE SQUARE. Tutto questo però oggi non si vede minimamente. E allora è inevitabile chiedersi: dove sono finite le attività evolutive previste dal contratto? Quali contenuti innovativi sono stati realmente prodotti? Quali risultati concreti sono stati raggiunti? E soprattutto, chi sta controllando che gli obblighi previsti vengano rispettati?”.

“È scandaloso che un progetto finanziato con risorse pubbliche venga trasformato in una semplice vetrina statica che non produce alcun evidente valore aggiunto per la città. La Biosfera doveva essere un laboratorio permanente di innovazione e attrattività per Pesaro. Oggi verrà ricordata soltanto come il più grande spreco della storia cittadina, un costosissimo schermo da 700 mila euro che ripete continuamente le stesse immagini”.

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