«Avevamo detto con chiarezza in Consiglio comunale che i 2 milioni di euro di extrautile prodotti da ASET avrebbero dovuto essere almeno in parte reinvestiti nell’azienda, per rafforzarne la capacità di investimento, migliorare i servizi e creare nel tempo le condizioni per contenere i costi a carico dei cittadini». Lo dichiarano i consiglieri comunali del Gruppo Misto Cristian Fanesi e Dimitri Tinti, alla vigilia del Consiglio comunale chiamato a decidere la destinazione del dividendo straordinario di ASET: 2 milioni di euro aggiuntivi rispetto agli 1,3 milioni già previsti nel bilancio comunale. «La Giunta ha invece scelto di trasferire l’intera somma nelle casse del Comune e di distribuirla tra i diversi assessorati con una ripartizione che somiglia più al manuale Cencelli, utile ad assecondare interessi e gestire il consenso, che a una strategia per la città. Una scelta difficilmente conciliabile con quanto affermato sulla stampa dal sindaco Serfilippi nel luglio 2024, appena eletto: “ASET non sarà più un bancomat… Pretendo una gestione manageriale sostenuta da un piano aziendale che guardi lontano e che comprenda la calmierazione, se non
addirittura un ribasso, delle tariffe”».
«La scelta compiuta dalla Giunta di centrodestra va evidentemente in tutt’altra direzione. Per questo, insieme agli altri gruppi di opposizione, abbiamo presentato quattro emendamenti, per complessivi 225 mila euro, destinati a rafforzare l’assistenza domiciliare agli anziani, i tirocini di inclusione sociale per le persone vulnerabili o con disabilità e l’integrazione delle rette per anziani e minori accolti nelle strutture residenziali. Risorse rivolte a bisogni concreti, fragilità reali e servizi che incidono direttamente sulla vita delle persone». «Questa discussione assume un significato ancora più evidente mentre alle famiglie e alle imprese fanesi viene prospettato un aumento della TARI rispettivamente dell’8,1% e di circa il 12%. Sappiamo bene che il dividendo straordinario di ASET non poteva essere impiegato direttamente per abbattere le tariffe, determinate sulla base del metodo regolatorio definito da
ARERA e del Piano economico-finanziario validato dall’Autorità d’Ambito provinciale. Ma i 2 milioni non possono neppure diventare una cortina fumogena per distogliere l’attenzione da un dato politico preciso: l’aumento previsto a Fano è circa il doppio di quello di Pesaro! Il Sindaco e l’Assessore al Bilancio dovranno spiegare con chiarezza da cosa derivi una differenza così rilevante». «Davanti ad un utile straordinario di 2 milioni di euro sarebbe servita una scelta altrettanto straordinaria: investire sui servizi e sulla qualità della vita, non distribuire risorse a pioggia tra gli
assessorati». «Comunque, il Consiglio comunale dovrà scegliere se confermare questa impostazione oppure
destinare almeno una parte di quelle risorse a priorità sociali chiare e verificabili. I nostri
emendamenti indicano una direzione precisa: mettere al centro le persone e le famiglie più
fragili»
















