Ex ferrovia Fano-Urbino, “Basta tifoserie, si apra un confronto pubblico sullo studio di fattibilità”

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FANO – È stato presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno sul futuro dell’ex ferrovia Fano-Urbino, sottoscritto dai consiglieri Dimitri Tinti e Cristian Fanesi del Gruppo Misto, Ippolita Bonci Del Bene di Fano Cresce e Samuele Mascarin di In Comune.

L’obiettivo è chiaro: portare finalmente alla luce, in modo completo e trasparente, il Piano di Fattibilità Tecnico-Economica sul ripristino della linea Fano-Urbino, commissionato nel 2021 a Italferr per conto di RFI, finanziato con risorse pubbliche (statali e regionali) per 1 milione e 350 mila euro e rimasto per anni fuori da un vero confronto pubblico. Dalle sintesi diffuse, infatti, emergono elementi molto rilevanti, a partire da una previsione di costi pari a 447,87 milioni di euro e da interventi infrastrutturali complessi, con ricadute potenzialmente significative sul territorio e in particolare sulla città di Fano.

Non presentiamo quest’ordine del giorno per schierarci in modo pregiudiziale contro o a favore del treno, della ciclovia o di altre soluzioni intermodali. La ragione è molto più semplice e, crediamo, difficilmente contestabile: prima di decidere, bisogna conoscere. E prima di raccontare soluzioni miracolose, bisogna mettere sul tavolo dati, costi, impatti, criticità e alternative”.

Il documento, aperto alla condivisione, chiede a Sindaco e Giunta di richiedere formalmente a RFI, Italferr, Regione Marche e Ministero la trasmissione integrale e la pubblicazione dello studio, affinché sia accessibile ai consiglieri e alla cittadinanza. Chiede poi di promuovere una seduta dedicata del Consiglio comunale, anche in forma aperta, e l’avvio di un percorso di ascolto con cittadini, associazioni, comitati, quartieri, categorie economiche, ordini professionali, scuole, università ed esperti.

Per troppi anni l’ex ferrovia Fano-Urbino è stata terreno di slogan, promesse, nostalgie e contrapposizioni. Dal 2022 esiste uno studio di fattibilità pagato con risorse pubbliche rimasto in qualche cassetto chiuso al Ministero delle Infrastrutture che ora sembra si sia aperto. Senza tifoserie e senza processi sommari: chi crede nel ripristino ferroviario avrà il diritto di argomentarlo; chi sostiene il riuso ciclopedonale o soluzioni intermodali avrà lo stesso diritto. Ma tutti dovranno confrontarsi partendo dallo studio di fattibilità e le alternative progettuali”.

L’ordine del giorno collega inoltre il futuro del sedime ferroviario al percorso di aggiornamento del Piano Urbano del Traffico e del Biciplan, e una scelta così rilevante non può essere affrontata come un tema separato, ma dentro una strategia unitaria sulla mobilità urbana e territoriale. Non a caso insieme ad altri consiglieri di opposizione, abbiamo già chiesto la convocazione delle commissioni consiliari competenti proprio per aprire un confronto costruttivo sul PUT e sul Biciplan e consentire ai consiglieri comunali di presentare osservazioni e contributi utili prima che le scelte siano già confezionate”.

Fano è il nodo terminale della linea e non può limitarsi a guardare quello che decidono altri livelli istituzionali. Deve assumere un ruolo attivo, serio e responsabile anche con gli altri comuni. Il futuro dell’ex ferrovia riguarda la qualità della città, i collegamenti con la vallata, la mobilità sostenibile, il rapporto tra costa ed entroterra. Proprio per questo merita un confronto vero, non l’ennesima battaglia tra curve contrapposte”.

Dimitri TintiConsigliere comunale Gruppo Misto

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