Diga del Furlo, Pierini: “Svaso è atto dovuto. Urge dare risposte alla famiglia di Riccardo Branchini”

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“Sulla vicenda dello svaso della diga del Furlo non è più possibile fare passi indietro. Lo svuotamento dell’invaso rappresenta oggi un atto necessario e dovuto nei confronti della famiglia di Riccardo, che da troppo tempo vive nel dolore, nell’attesa e nell’incertezza”. Lo ha dichiarato Nicolò Pierini, Consigliere Regionale Marche, in merito allo stop disposto dalla Provincia di Pesaro e Urbino all’operazione di svuotamento della diga del Furlo nell’ambito delle ricerche di Riccardo Branchini, il diciannovenne di Acqualagna scomparso nell’ottobre 2024.

“Sono passati mesi e le istituzioni hanno il dovere morale di fare tutto il possibile per cercare una risposta e togliere ogni dubbio a una madre, a un padre e a un’intera famiglia. Le autorizzazioni erano già state deliberate e oggi fermarsi significherebbe vanificare il lavoro svolto finora. Va riconosciuto l’impegno portato avanti da Prefettura, Procura, Regione Marche, Enel e da tutti gli enti coinvolti che hanno lavorato per rendere possibile questa operazione nel pieno rispetto delle normative ambientali e della tutela dell’ecosistema del Furlo” – rileva Pierini.

“Sono perplesso e ritengo piuttosto discutibile il dietrofront della Provincia dopo un percorso che aveva portato al rilascio delle autorizzazioni necessarie allo svaso della diga del Furlo. Se esistono criticità tecniche e ambientali che meritano attenzione e rispetto, è altrettanto vero che non possono bastare dei ‘no’. Fin da subito mi sono impegnato affinché si potesse favorire ogni tentativo utile ad accertare la verità. Per questo auspico che prevalga il buon senso e che, attraverso il confronto tra gli enti interessati, si possa individuare rapidamente una soluzione. La tutela dell’ambiente resta un valore fondamentale, ma davanti a una tragedia umana servono equilibrio, responsabilità e soprattutto umanità. Procedere con lo svuotamento della diga – conclude – significa tentare fino in fondo ogni strada possibile per dare una risposta alla famiglia e al territorio. È un atto dovuto”.

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