“Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale rappresenta un fatto grave e inaccettabile. La maggioranza di destra ha scelto di utilizzare l’istituzione del Consiglio comunale come terreno di scontro interno, facendo saltare una seduta convocata per affrontare i temi della città e trasformandola invece nell’ennesima resa dei conti politica e ancor peggio, nello strumento da forzare per la distribuzione di deleghe e incarichi tra forze della stessa maggioranza di destra.”
Lo dichiarano Sara Cucchiarini, Segretaria del Partito Democratico di Fano e Cesare Magalotti Capogruppo PD commentando la mancata tenuta del Consiglio comunale di giovedì scorso, 28 maggio.
Prosegue la Segretaria Cucchiarini “letteralmente imbarazzante quanto avvenuto il giorno successivo, quando il Sindaco ha deciso di concedere nuove deleghe ai consiglieri di Fratelli d’Italia poco prima di sedersi nel secondo Consiglio comunale affinché non andasse deserto anche questo. Un gesto che, lungi dal rappresentare un rafforzamento dell’azione amministrativa, appare come un “mercato” e la certificazione della debolezza politica del primo cittadino, costretto a rincorrere i capricci della sua maggioranza. Peraltro, i segnali di quanto sarebbe accaduto erano già stati messi in evidenza il 21 maggio, in sede di Ufficio di Presidenza quando il Presidente del Consiglio comunale, Francesco Cavalieri, aveva proposto e previsto una convocazione articolata su due giornate, con la seconda fissata in seconda convocazione, situazione nella quale è sufficiente la presenza di un terzo dei Consiglieri, quindi solo 8 invece di 13, per garantire il numero legale e l’approvazione degli atti amministrativi. Una scelta che tradisce la tempistica del problema in maggioranza e la lucida previsione del caos avvenuto, è difficile non leggere questa decisione come la preparazione da parte di Fratelli d’Italia di un terreno politico funzionale a lanciare un segnale quanto meno “di avvertimento” a Serfilippi, mettendo in conto fin dall’inizio le tensioni interne alla maggioranza. Se così fosse, saremmo di fronte ad un utilizzo improprio del Consiglio comunale, piegato alle dinamiche di partito anziché al servizio della città. Convocare il Consiglio non è un gioco, sono decine le persone che si muovono per prendervi parte e lavorano per garantire il corretto funzionamento, serve il rispetto delle Istituzioni che rappresentiamo. I problemi interni li hanno su molte questioni: Centro Studi Vitruviani, Carnevale, opere compensative di Terna e Adriatic Link, Polo logistico a Chiaruccia vs Polo logistico Zuccherificio, ASP (azienda servizi alla persona), solo per citarne alcuni, ma ciò che rattrista è che la guerra, utilizzando gli strumenti amministrativi, se la fanno per gl’incarichi e non per una pluralità di visioni politiche da armonizzare. Fano merita un’amministrazione capace di governare e una maggioranza all’altezza e non di assistere alle continue divisioni e lotte di potere della destra che stanno paralizzando l’azione amministrativa che ha un corto cortissimo raggio di azione.”












