FANO – “Siamo alle solite: il Comune di Fano fa cassa usando le tariffe dei beni comuni (acqua e rifiuti). Lo denunciamo da più di 20 anni e il vizietto non è cambiato”.
“L’esaltazione del “risultato straordinario della società”, suona beffardo. Chi amministra una società tutta pubblica come ASET, che gestisce servizi pubblici essenziali, fa bene quando la società è sana e, a valle di tutti gli investimenti del caso, non genera perdite. La qual cosa è certamente resa più agevole dal fatto che i vari metodi tariffari sono finalizzati a garantire la copertura dei costi, che i servizi sono resi in regime di monopolio (acqua e rifiuti a Fano sono gestiti solo da Aset), che sono servizi indispensabili non soggetti a imprevedibili fluttuazioni della domanda. Insomma le entrate sono sufficientemente certe. Dunque la critica non è per il management di ASET, che fa bene il suo compito, ma per la politica”.
“Per legge la TARI dovrebbe coprire i costi del servizio mentre la tariffa del servizio idrico integrato non dovrebbe garantire la remunerazione del capitale investito, come stabilito dal referendum del 2011. Insomma acqua e rifiuti non dovrebbero generare utili altrimenti diventano una forma di tassazione occulta ai danni dei cittadini. Senza contare che un buon terzo di quegli utili se ne va in imposte allo Stato (mazziati due volte). Una buona parte di quegli utili è poi generata dal sciagurato riempimento accelerato della discarica di Monteschiantello (già pagata dai cittadini) che ora dovrà quindi essere ampliata, ovviamente a spese dei cittadini, che dovranno sostenere gli oneri economici in TARI e il relativo impatto ambientale. Questa è la politica seguita da sempre da centrodestra e centrosinistra, purtroppo”.
“Ipocrite sono quindi le critiche di Mascarin e del PD. Quando è toccato a loro fecero la stessa identica cosa senza nessuno scrupolo. In questo non ci pare ci siano grandi differenze fra le giunte Aguzzi, Seri e Serfilippi”.
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