PESARO, 13 AGO – Quattro agglomerati della provincia di Pesaro e Urbino non sarebbero ancora in regola sul fronte delle reti fognarie. A sollevare il caso è Pia Perricci, rappresentante pesarese di Futuro Nazionale, che oggi ha convocato una conferenza stampa per illustrare la situazione. «Con una delibera del maggio 2026 abbiamo potuto accertare che la Provincia di Pesaro e Urbino, Marche Multiservizi e quindi Ato 1 hanno perso tantissimi soldi, incentivi che andavano al gestore», ha spiegato Perricci. Il motivo, secondo quanto riferito, sarebbe legato alle condizioni delle fogne di quattro agglomerati: «Montecchio, Orciano, San Costanzo e Gallo non sono in regola con quelli che vengono chiamati valori F4, F5 e F6».
Perricci ha poi ricordato il percorso seguito dagli altri centri della provincia. «Pesaro e Urbino si sono messe in regola nel 2023, a distanza di quasi dieci anni dalla prima sentenza della Corte di Giustizia europea del 2014, che aveva sanzionato l’Italia perché alcuni territori, tra cui Pesaro e Urbino, non erano in regola». Secondo la rappresentante di Futuro Nazionale, esistono risorse che potrebbero essere utilizzate per affrontare il problema. «La Comunità europea ha stanziato tantissimi bandi, per oltre 600 milioni di euro, proprio per regolarizzare le fogne». Tra le criticità indicate c’è anche quella delle acque piovane. «Il problema è che l’acqua pluviale sostanzialmente va direttamente nei fiumi e nei mari senza essere filtrata e senza essere pulita», ha detto Perricci, sottolineando che questo «crea una questione di inquinamento» e, a suo giudizio, anche problemi come «gli ingorghi che abbiamo nel porto di Pesaro».
Futuro Nazionale punta poi l’attenzione sulle conseguenze economiche. «Facendo un calcolo previsionale, quest’anno sono stati persi quasi 4 milioni di euro», ha affermato Perricci, aggiungendo che la cifra «corrisponde all’incirca all’aumento che i cittadini nel 2024 hanno subito per le tariffe idriche». «È vero che questi soldi sono incentivi e premi che vanno ai gestori – ha proseguito – però è altrettanto vero che possono essere utilizzati in qualunque modo». Da qui la richiesta di intervenire sugli impianti e adeguarli. Perricci ha citato in particolare il caso di Montecchio: «Il territorio è stato sanzionato per ben due volte, sia nel 2017 sia in un’ulteriore sentenza del 2022, e questo non è corretto nei confronti dei cittadini che pagano tante tasse». Per Futuro Nazionale, dunque, occorre intervenire sulla gestione delle acque pluviali, «che possono essere migliorate e quindi andare a inquinare di meno», con l’obiettivo, sostiene Perricci, anche di ridurre il peso economico sulle famiglie: «Gli italiani, e in questo momento ci occupiamo della provincia di Pesaro e Urbino, hanno tariffe altissime».















