“Sull’Alta Velocità Adriatica non basta dire che le risorse ci sono: il vero problema è che da tre anni la Regione Marche continua a perdere tempo”. Lo dichiara la Consigliera regionale Micaela Vitri, intervenendo dopo la discussione in aula della propria interrogazione dedicata al potenziamento della dorsale ferroviaria Adriatica.
“Il mio atto – spiega Vitri – nasceva dalla forte preoccupazione per il possibile definanziamento delle risorse destinate alla linea Adriatica. Fortunatamente, anche grazie alle proteste e alle iniziative parlamentari di quei giorni, si è evitato che quei fondi venissero sottratti. È stata una buona notizia per le Marche, ma questo non significa che il problema sia risolto.
Oggi l’Assessore ha confermato che le risorse non sono in discussione, ma ha anche ribadito che la Regione intende attendere la programmazione complessiva dei diversi lotti. E’ proprio questa impostazione che continua a penalizzare le Marche. Si continua ad aspettare invece di agire. Ho spiegato che esiste già un progetto di fattibilità per l’arretramento della linea ferroviaria tra Pesaro e Fano, il punto più critico dell’intera dorsale, dove la curva all’altezza di Gradara rallenta significativamente la percorrenza dei treni. Per quell’intervento erano già state previste risorse dal Governo Draghi senza precedenti, pari a 1,8 mld di euro solo per la nostra provincia. Eppure, dopo tre anni, non è stato compiuto alcun passo concreto. Abbiamo fondi disponibili, un progetto di fattibilità già definito e sappiamo perfettamente dove intervenire, ma la Giunta Acquaroli continua a rinviare ogni decisione.
Le Marche – conclude Vitri – non possono limitarsi ad attendere le decisioni del Governo nazionale. Serve una Regione capace di fare pressione istituzionale, costruire alleanze con le altre Regioni adriatiche e pretendere che gli investimenti procedano senza ulteriori rinvii. Se continuiamo a perdere tempo, il divario infrastrutturale con la dorsale tirrenica aumenterà ancora, con conseguenze pesanti per cittadini, imprese, turismo e sviluppo economico. La tutela delle risorse è importante, ma oggi la vera sfida è utilizzarle. E per farlo servono decisioni, non altri rinvii.”















