Trasporto e crisi carburanti, CNA: “Nelle Marche chiudono imprese e distributori”

0
46

MARCHE – La crisi dei carburanti sta colpendo in modo sempre più evidente non solo il settore dell’autotrasporto, ma anche l’intera filiera della distribuzione regionale. Il recente provvedimento governativo che riduce di 17 centesimi il prezzo del gasolio, valido fino al 6 agosto, rappresenta un segnale utile nell’immediato, ma non risolutivo. Per CNA Fita Marche si tratta di un intervento tampone che, pur apprezzato, non affronta in modo strutturale le criticità che da anni gravano sul comparto.

Un settore in sofferenza: i numeri delle Marche

Nelle Marche la crisi è già evidente. Il commercio e la distribuzione del carburante non sono più attività economicamente vantaggiose per molti gestori, come dimostrano i dati regionali. Al contrario delle compagnie petrolifere e delle grandi società di distribuzione del carburante che invece stanno incassando extraprofitti.

Alla fine del primo trimestre 2026 (dati elaborati dal Centro studi CNA Marche) risultano attive 352 imprese104 in meno rispetto al primo trimestre 2021 (–22,8%). Un processo di selezione già avvenuto, con intensità diverse sul territorio: Ascoli Piceno: –29,9%; Pesaro e Urbino: –17,5%

Il quadro delle localizzazioni attive è invece più stabile tra 2021 e 2025, ma cala il numero degli addetti–9,3% a livello regionale; –28,7% nella provincia di Pesaro e Urbino, nonostante la tenuta delle localizzazioni.

Questi dati confermano che la rete distributiva regionale è sotto pressione e che i gestori, ultimo anello della filiera, non possono essere chiamati a rispondere di dinamiche che non dipendono da loro.

Prezzi alla pompa: aumenti non sempre giustificabili

CNA Fita Marche richiama l’attenzione sull’andamento dei prezzi dei carburanti. Le tensioni internazionali e le chiusure a fasi alterne dello Stretto di Hormuz non bastano a spiegare gli aumenti registrati alla pompa, che rischiano di essere alimentati da dinamiche speculative legate all’incremento dei consumi estivi.

Il presidente di CNA Fita Marche, Luca Settimi, sottolinea come: “Serva un pugno duro contro le speculazioni. Occorre evitare che il beneficio fiscale venga rapidamente assorbito da nuovi aumenti dei prezzi alla pompa, senza produrre effetti concreti per imprese e consumatori”.  E aggiunge “Ribadiamo inoltre la necessità di estendere anche ai veicoli di minore portata il diritto al rimborso delle accise riconosciuto ai mezzi pesanti: il gasolio utilizzato per l’attività professionale è lo stesso e non possono esistere trattamenti differenziati tra operatori del medesimo settore”.

Sulla stessa linea il responsabile regionale Riccardo Battisti: “I controlli devono essere efficaci e riguardare l’intera filiera distributiva. Non possono essere i gestori degli impianti a pagare manovre poco chiare. Che vendere carburanti alla pompa non sia più un grande affare lo dimostrano i dati regionali: il settore ha già subito una selezione intensa, con decine di imprese che hanno chiuso i battenti”.

Per affrontare la crisi in modo strutturale, CNA Fita Marche ritiene necessario: rafforzare i controlli su tutta la filiera; contrastare le speculazioni con strumenti più incisivi; estendere il rimborso delle accise ai veicoli di minore portata; stabilizzare il sistema dei crediti d’imposta; rendere operativo il Tavolo permanente con un programma di lavoro chiaro e verificabile.

La crisi del carburante nelle Marche è già realtà, come dimostrano i numeri e le difficoltà dei gestori. “CNA Fita Marche – conclude Riccardo Battisti – chiede che il Governo trasformi gli impegni presi in misure strutturali, capaci di sostenere davvero imprese dell’autotrasporto e rete distributiva regionale, evitando che il settore continui a perdere pezzi”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here