FERMIGNANO – Un nuovo Piano Marshall per la tutela del territorio. Imprese, geologi, geometri e istituzioni d’accordo sul fatto che non si possa più intervenire a cose accadute ma che sia meglio prevenire. I danni causati dagli eventi atmosferici sempre più estremi ma anche dall’incuria dell’uomo, presentano ogni anno un conto sempre più salato per le comunità. Frane, smottamenti, inondazioni, crolli causati da vento e trombe d’aria sono ormai all’ordine del giorno e non risparmiano nessuna zona, nessun comune; dall’entroterra alla costa. In alcune zone con più intensità, in altre meno ma nessuna fetta del territorio nazionale, tanto più in provincia di Pesaro e Urbino e nelle Marche, è a rischio zero.
Ecco perché occorre un tavolo di lavoro che veda seduti tecnici (geologi, geometri, ingegneri, architetti), istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti delle imprese, Protezione civile che serva a monitorare il territorio, individuare criticità ed elaborare interventi idonei. Al convegno organizzato dalla CNA di Pesaro e Urbino a Fermignano sul tema ”Territorio, dalla logica dell’emergenza alla cultura della prevenzione” si è parlato di questo.
Imprese, Ordine dei geologi e dei geometri, Università e CNA hanno cercato di trovare una sintesi rispetto ad un quadro che denuncia sempre più criticità anche a causa di mancate manutenzioni, abbandono dei territori, mancanza di investimenti.
Al convegno erano presenti i sindaci di Urbino, Cantiano e Fermignano, il vicesindaco di Vallefoglia, il consigliere regionale, Nicola Barbieri, la presidente del Consorzio di bonifica delle Marche Francesca Gironi, il presidente dell’Ordine dei geologi Marche, Michele Gliaschera, il professor Simone Galeotti dell’Università di Urbino e il presidente della Provincia, Giuseppe Paolini.
I lavori sono stati aperti dal segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Antonio Bianchini. “Dopo quello sull’acqua e le risorse idriche – ha detto – questo convegno accende un faro sulla tutela del territorio. Un territorio che vede le nostre imprese come presidio, come antenne rispetto ad una provincia che dall’entroterra alla costa vive da sempre criticità legate a molteplici fattori: mancanza di infrastrutture, calo demografico, abbandono e spopolamento di persone e servizi e dunque anche scarsa manutenzione del territorio”.
“Vogliamo uscire dalla logica dell’emergenza – ha detto il presidente della CNA provinciale, Michele Matteucci – e dunque lavorare con le istituzioni e i tecnici sulla prevenzione, anche perché un euro investito in questo settore ne fa risparmiare almeno sei rispetto ad interventi volti a tamponare emergenze e danni. Occorre tornare ad investire in prevenzione e occorrono massicci investimenti da parte delle istituzioni che debbono mettere a bilancio risorse certe per i territori. Istituzioni che debbono comprendere che finanziare progetti e lavori per la tutela del territorio è, oltre che un dovere, anche un investimento per il futuro”.
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