Tartaruga con amo in bocca: Lajò recuperata dai militari della Guardia Costiera

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FANO – L’hanno chiamata Lajò, dal nome dell’unità da diporto che l’ha recuperata, la tartaruga in difficoltà trovata nelle acque antistanti il porto di Fano.
Erano da poco passate le 10 di domenica, quando alla sala operativa della Guardia Costiera fanese è arrivata la segnalazione, da parte di alcuni zelanti diportisti, relativa al ritrovamento di una tartaruga marina con un amo da palangaro in bocca. Immediato l’intervento dei militari della capitaneria di porto, che hanno prontamente provveduto al recupero dell’animale e ad avvertire la Fondazione Cetacea di Riccione. Sono stati successivamente i medici e biologi di questo ente a prendersi cura di Lajò e a procedere con gli accertamenti di rito sul suo stato di salute.
La testuggine, di circa 45 cm di lunghezza di carapace e di circa 15 kg di peso, a seguito dei primi accertamenti sanitari, è risultata essere in discrete condizioni di salute, non presentando problemi di respirazione.
Ora è nelle mani del premuroso e competente Centro di recupero riccionese, il quale procederà al suo monitoraggio ed al successivo rilascio in mare.
L’attività di recupero effettuata si inserisce nella più ampia funzione della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di salvaguardia dell’ambiente marino e della fauna che lo stesso ospita e, in particolare, di animali appartenenti a specie protette come le tartarughe marine che, soprattutto a causa di interazioni con attività poste in essere dall’uomo, rischiano di subire una drastica diminuzione nei nostri mari.
Proprio per questo, la Guardia Costiera di Fano invita a segnalare sempre il rinvenimento di esemplari di specie marine protette in difficoltà, al fine di permetterne il recupero e la reintroduzione nel loro habitat naturale.

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