Pesaro – Celebrazioni Liberazione d’Italia, Biancani: «Una data che ci ricorda il dovere di scegliere da che parte stare, perché la libertà non è mai definitiva, va difesa e rinnovata»

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In centinaia a «respirare il profumo di libertà» stamattina al Monumento alla Resistenza dove si è svolta la cerimonia istituzionale promossa dal Comune di Pesaro per onorare gli 81 anni dalla Liberazione d’Italia dal nazifascismo.
Il sindaco Andrea Biancani, in apertura al suo intervento, ha detto: «Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ha ritrovato la libertà. Ma è anche il giorno da cui nasce il nostro futuro democratico. Dalla Resistenza, infatti, è nata la Costituzione italiana. Una Costituzione antifascista, fondata sull’equilibrio dei poteri, che ripudia la guerra e mette al centro diritti, dignità e uguaglianza. Non è solo un testo da ricordare, ma un progetto ancora da realizzare nei suoi obiettivi più alti». È da qui che, per il sindaco Biancani, occorre ripartire: «Il 25 aprile non ci chiede soltanto di ricordare. Ci pone una domanda: oggi, di fronte a ciò che accade nel mondo, da che parte stiamo? La democrazia non è mai conquistata una volta per tutte e si indebolisce anche quando, davanti alle guerre, ci limitiamo a semplici dichiarazioni retoriche di condanna che non producono conseguenze reali. In un mondo in cui il diritto e le istituzioni internazionali vengono sempre più spesso ignorati dalle grandi potenze, non bastano più le parole. Servono scelte concrete. Per questo ci aspettiamo che l’Europa rafforzi la propria politica estera comune, che costruisca strumenti reali per garantire la pace e che lavori a un esercito europeo capace di dare sicurezza ai suoi cittadini e peso alle sue decisioni». Poi, il riferimento a Gaza e agli altri territori segnati dai conflitti e dai soprusi: «Guardiamo a ciò che accade in Palestina, in Libano, in Iran e in Ucraina: guerre e tensioni alimentate da scelte politiche che troppo spesso rispondono agli interessi di pochi e scaricano i costi su milioni di persone innocenti. Sono le persone comuni che pagano con la vita e, dove non cadono le bombe, con il proprio portafoglio a causa dell’aumento dei prezzi e delle speculazioni.  Pensate a quante famiglie italiane, europee o americane fanno più fatica a sfamare ed educare i propri figli per colpa della guerra. Pensate a chi non riesce ad arrivare nemmeno a fine mese. Purtroppo gli italiani in difficoltà sono sempre di più.
Non possiamo ignorare le responsabilità di leader come Trump, Netanyahu e Putin, le cui scelte stanno trascinando il mondo verso escalation sempre più pericolose e provocando la morte di migliaia di innocenti, con azioni che sempre più spesso possono essere definite criminali. E mentre nuovi conflitti occupano le cronache, altri sembrano scomparire: dell’Ucraina si parla sempre meno, ma la guerra continua, con morti e devastazioni alle porte dell’Europa. Eppure, questa giornata ci ricorda che c’è stato un tempo di dittature e guerre in cui donne e uomini, spesso giovanissimi, hanno scelto di non restare a guardare. Operai, studenti, contadini, cittadini comuni e, tra loro, anche tanti militari italiani che dopo l’8 settembre seppero scegliere da che parte stare, dalla parte della Resistenza. Gli Alpini che abbiamo ricordato al loro monumento, furono protagonisti di quella scelta, pagando un prezzo altissimo per contribuire alla Liberazione».
«La Resistenza è stata una scelta – ha proseguito il sindaco Biancani – fatta anche da tante donne, protagoniste decisive, e sostenuta da un intero Paese che ancora oggi trova voce nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, presidio della memoria democratica. Il 25 aprile ci ricorda che la libertà è una responsabilità continua: responsabilità di custodire la memoria senza ridurla a rito e di riconoscere, nel nostro tempo, i momenti in cui è necessario scegliere. In questo percorso, voci come quella di Liliana Segre continuano a ricordarci cosa accade quando l’indifferenza prende il sopravvento. Oggi, a 81 anni dalla Liberazione e alla vigilia degli 80 anni della nostra Costituzione, dobbiamo avere la consapevolezza che quel progetto non è concluso. Sta a noi renderlo vivo ogni giorno, fare in modo che i principi di pace, democrazia e uguaglianza non restino parole ma diventino realtà. Il 25 aprile ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, esiste sempre una possibilità di scelta e che proprio da quelle scelte, coraggiose e spesso difficili, può nascere un futuro più giusto, più libero, più umano. Sta a noi continuare a scegliere da che parte stare, ogni giorno, perché la libertà non è mai definitiva: si difende, si costruisce, si rinnova sempre. Viva il 25 aprile. Viva la Liberazione. Viva la Repubblica. E viva l’Italia libera».
La cerimonia
Le celebrazioni degli 81 anni della Liberazione sono iniziate con la messa in memoria dei caduti per la libertà in Cattedrale, celebrata dall’Arcivescovo Mons. Sandro Salvucci. È proseguita con la deposizione della corona al Sacrario di piazzale Collenuccio da cui poi è partito il corteo verso il Monumento alla Resistenza, in piazzale Falcone e Borsellino. Qui si è svolta la cerimonia istituzionale promossa dal Comune di Pesaro.
Insieme al sindaco Andrea Biancani sono intervenuti anche il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni che ha ricordato come il 25 Aprile sia «Una data che appartiene alla nostra storia e alla coscienza civile della Repubblica, e che profuma di libertà. Una libertà conquistata, perché la Liberazione dal nazifascismo fu una scelta collettiva che restituì al Paese libertà e democrazia. Il pensiero va alle donne della Resistenza, protagoniste spesso nell’ombra ma decisive nella lotta partigiana. Oggi rinnoviamo l’impegno a custodire una democrazia viva e inclusiva».
Hanno preso parola anche poi il Generale Luigi Caldarola in rappresentanza delle associazioni combattentistiche, Luca Fraternale presidente Anpi Pesaro e Hiba Zaydane in rappresentanza della Consulta provinciale degli studenti e delle studentesse. La cerimonia istituzionale è stata arricchita dal Servizio d’onore reso dal Picchetto dell’Esercito Italiano, dalle note della Banda di Candelara e dalla partecipazione delle Donne in cammino per la pace di Pesaro.

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