Una giornata solenne, densa di memoria e significato, ha accompagnato la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nelle Marche in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Nella suggestiva cornice del Teatro Feronia, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha rivolto al Capo dello Stato un discorso che ha intrecciato gratitudine istituzionale e riflessione civile sul presente. Acquaroli ha sottolineato il legame ormai consolidato tra il Presidente e il territorio marchigiano, ricordando le recenti visite in occasione del centenario della nascita di Francesco Merloni a Fabriano e della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate ad Ancona. Un “bentornato” sentito, dunque, quello rivolto a Mattarella, simbolo di un’attenzione costante verso la regione.
Al centro dell’intervento, il significato profondo del 25 Aprile: non solo commemorazione della fine dell’occupazione nazista e del regime fascista, ma riaffermazione dei valori fondanti della Repubblica. Libertà, democrazia, uguaglianza: principi scolpiti nella Costituzione che, ha evidenziato Acquaroli, hanno reso l’Italia una nazione solida e autorevole nello scenario internazionale. Non è mancato un richiamo all’attualità. Il presidente ha parlato di un’epoca segnata da nuove tensioni globali e dal riemergere di conflitti e dinamiche che si pensavano superate. “Le celebrazioni di oggi — ha affermato — devono essere uno strumento vivo, capace di rinnovare il nostro impegno verso la democrazia”, ribadendo come il rispetto reciproco e il confronto siano le basi imprescindibili per la tenuta del sistema democratico.
Una città simbolo della Resistenza
A fare da sfondo alla cerimonia è stata San Severino Marche, insignita nel 2022 della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il coraggio dimostrato dalla popolazione tra il 1943 e il 1945. Un riconoscimento che testimonia il ruolo fondamentale della resistenza civile e della solidarietà nella storia locale. La giornata si è aperta con l’omaggio del Capo dello Stato al Monumento della Resistenza “Arnaldo Bellabarba”, momento di raccoglimento seguito dagli onori militari in piazza del Popolo e dall’incontro con la cittadinanza. Un percorso simbolico che ha condotto alla cerimonia ufficiale al Teatro Feronia. Accanto a Mattarella, numerose autorità civili e militari: il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore Luciano Antonio Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il Prefetto Giovanni Signer e il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci.
Cultura e memoria per guardare al futuro
La cerimonia ha intrecciato istituzioni e cultura: il contributo storico del ricercatore Matteo Petracci e le letture dell’attore Neri Marcorè, accompagnato dal musicista Daniele Di Battista, hanno arricchito il momento commemorativo, culminato nell’intervento del Presidente della Repubblica. A chiudere la giornata, la visita del Ministro Crosetto al Palazzo Comunale, recentemente restaurato dopo il sisma del 2016, oggi restituito alla comunità come spazio istituzionale e culturale. Il 25 Aprile, nelle parole e nei gesti delle istituzioni, si conferma così non solo memoria condivisa, ma impegno concreto per il presente: una chiamata collettiva a custodire e rinnovare i valori democratici su cui si fonda la Repubblica italiana.












