Marche Nord, performance 2018: aumenta la produzione, migliorano i ricavi e cresce la qualita’

Marche Nord, performance 2018: aumenta la produzione, migliorano i ricavi e cresce la qualita’

PESARO – Nell’ultimo triennio migliorano le performance dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord (AORMN) della regione Marche. Aumenta la produzione, crescono i ricavi e migliorano i livelli di efficienza. I dati del Bilancio 2018 mostrano un’azienda virtuosa, in linea con i costi e i ricavi, con una produzione che oltre a coprire i costi, genera un ricavo per il servizio sanitario della Regione Marche.

I dati (Vedi le SLIDE) sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa a Pesaro alla presenza del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, e del direttore generale dell’azienda ospedaliera, Maria Capalbo, del direttore amministrativo Antonio Draisci ed del direttore sanitario Edoardo Berselli.

“Marche Nord è un esempio che coniuga efficienza e qualità delle cure che offre ai pazienti – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli – questi dati dimostrano una grande capacità nell’utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dell’azienda dalla regione. I numeri della struttura di emodinamica sono una dimostrazione. Essere nella top ten di 267 reparti italiani candidati, fa capire la qualità delle cure che si restituisce al paziente riuscendo a realizzare determinati numeri. Più produco, più qualità si offre all’utente”.

“Marche Nord – spiega il direttore generale Maria Capalbo – in riferimento all’anno 2018, rileva un rilevante miglioramento di tutti gli indicatori che vengono registrati ai fini della costruzione dell’IQE, indice che segna le migliori performance regionali. Questo dato dimostra come l’Azienda può fregiarsi di contribuire in maniera considerevole al raggiungimento, da parte della Regione Marche, dell’indicatore de quo e, conseguentemente, al posizionamento della stessa Regione all’interno della rosa delle cinque regioni di riferimento per il calcolo dei costi standard”.

L’Azienda ospedaliera Marche Nord, così come definito dal DM 70/2015, è istituzionalmente riferibile a Presidio Ospedaliero di II livello, ed è parte della rete dei servizi sanitari e ospedalieri della Regione Marche e rappresenta il centro di riferimento per la diagnosi e la cura dei pazienti che necessitano di trattamenti di alta specializzazione.

“Un’azienda virtuosa – aggiunge Capalbo – visto che le Aziende Ospedaliere, per mantenere lo status, non devono avere uno scostamento tra costi rilevati dal modello CE consuntivo e i ricavi, determinati come remunerazione dell’attività, superiore al 7% per i suddetti ricavi o in valore assoluto superiore ad almeno 7 milioni euro. Dalla lettura del dato si evidenzia uno spiccato virtuosismo dell’Azienda, che non solo è in linea tra i costi-ricavi, ma rileva un margine operativo del 12.76%, cioè effettua una produzione che oltre a coprire i costi, genera un ricavo per il Servizio Sanitario Regionale con 32 milioni di utile. L’indicatore dimostra, in maniera inequivocabile, che i costi di produzione, ancorchè in continuo incremento di anno in anno, sono stati sempre bilanciati da un costante e proporzionale aumento del valore complessivo della produzione che, nel tempo, ha migliorato gradualmente il valore de quo. Di contro, il meccanismo dei valori massimi di remunerazione imposti dalla Regione, ha dato luogo all’abbattimento del valore economico di una quota parte dell’attività caratteristica effettuata”.

Gli obiettivi prioritari perseguiti nel triennio di riferimento sono stati il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia degli interventi e delle prestazioni erogate, l’aumento dell’appropriatezza nell’uso delle risorse, la messa a punto di strumenti e modelli innovativi attraverso cui sostenere un sistema di qualità e di valutazione delle azioni intraprese per la tutela del benessere e della salute dei cittadini, la promozione di strategie di confronto e la ricerca di sinergie, il superamento di servizi settoriali e l’introduzione di servizi integrati, che considerino la globalità delle persona in tutte le sue dimensioni. Un cambio di passo si è registrato anche nei percorsi di cura.

La tabella 1 rappresenta il confronto “macro” dell’attività di degenza anno 2018, rispetto a quanto eseguito nel triennio precedente; dalla stessa si evince che, rispetto all’anno 2017, a fronte di un mantenimento dei volumi di attività, si registrano incrementi significativi in termini di alta complessità (+16.20%), e di aumento di attività chirurgica (+14.26%), che quindi portano ad aumentare il valore dell’attività espletata del +5,83%. I numeri registrano un trend in crescita dell’attività complessiva di ricovero realizzata nel 2018, accompagnata da un’attenzione particolare alla ricerca dell’appropriatezza, che ha visto un trend in continua diminuzione dei ricoveri c.d. inappropriati, riducendo i ricoveri ordinari a favore dei ricoveri in DH/DS. Il miglioramento dell’appropriatezza è testimoniato anche dall’aumento della complessità sia in regime ordinario che in DH/DS.

Nello specifico i valori monetari relativi alla produzione ospedaliera degli ultimi anni, rispetto al 2015 sono cresciuti di oltre il 20%, per un valore di 18.001.747 euro.

La sintesi che si può ricavare dall’analisi dell’attività rendicontata evidenzia che, seppur a fronte una invarianza di assegnazione di risorse regionali per la gestione 2018, nell’anno si sono realizzati complessivamente circa 31.867 dimessi, di cui 24.055 in regime ordinario (incluso DRG 391 “neonato sano”) per un valore complessivo pari a circa 106.694.000 euro (valore a tariffa al lordo degli abbattimenti regionali), valore in incremento di circa 5.878.000 euro rispetto all’anno precedente.

Il peso medio DRG complessivo in regime ordinario (incluso il DRG 391 Neonato sano), indicatore di complessità, è in incremento del 4.85% (1,253 nel 2018 vs 1,195 nel 2017), con un peso medio dimessi ordinari passati da 1,106 del 2015 a 1,253 del 2018.

“Negli ultimi anni – aggiunge il direttore sanitario Edoardo Berselli – l’azienda ha messo al centro del suo operato i bisogni del paziente e ha adottato oltre 20 percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, dando una forte spinta alla personalizzazione dei percorsi di cura con approccio multidisciplinare che hanno consentito a dare al paziente le risposte migliori ai bisogni di salute espressi”.

Peraltro, nell’anno 2018, l’applicazione di nuovi modelli organizzativi e gestionali innovativi ha permesso di sviluppare le aree cliniche di alta specialità, al fine di abbattere le liste di attesa in coerenza con i dettami della regione Marche, ed ottemperare al DM 70/2015 ed alla Legge 161/2014.

In merito alle principali attività Ambulatoriali in crescita del 20 per cento dal 2016 al 2018 con valori che crescono da 31.805.796 a 38.407.722, dove con l’aggiunta delle cessioni di servizio attive il valore si attesta a 43.138.097 milioni di euro.

Anche per quanto riguarda l’attività del Pronto soccorso, misurata in termini di accessi registrati nel triennio 2016-2018, si può riscontrare il trend in forte ascesa. Si è passati da 78.273 accessi del 2016 a 87.356 del 2018.

“In questi anni, grazie alla regione Marche – conclude Antonio Draisci direttore amministrativo AORMN – gli investimenti in termini di tecnologia, cresciuti come mai in questi ultimi dieci anni. Oltre 40 milioni per nuove ed innovative tecnologie per migliorare la qualità e la quantità delle prestazioni. Ne sono un esempio, l’acquisto del Robot Da Vinci e le nuove colonne laparoscopiche per la chirurgia mini-invasiva, l’acceleratore lineare per i trattamenti stereotassici ovvero una metodica di trattamento radioterapico, alla nuova centrale di sterilizzazione, alle Tac di ultima generazione. Inoltre Marche Nord è un’azienda virtuosa anche per gli indici di tempestività dei pagamenti, con un indicatore di pagamenti alle aziende con una media di 47 giorni”.

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  1. Tutto molto bello a sentir loro!
    Peccato che forse il conto non torna in quanto:
    – per una tac a Pesaro bisogna aspettare un annetto circa (provare col cup per credere);
    – stando a quel c’era scritto un paio di giorni fa sul Carlino, i marchigiani vanno a farsi curare dalla Romagna in su.
    Chi avrà ragione?

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  2. 32 milioni di utile?! Questi guadagnano sulla malattie dei cittadini! Visto che c’è un bel margine “riaprite” l’ospedale di Fano.
    PS: la sanità pubblica non deve produrre utili, ma se necessario lavora anche in perdita.

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