L’Ematologia dell’AST Pesaro Urbino protagonista di uno studio internazionale sul trapianto di cellule staminali

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Un importante traguardo scientifico porta l’Ematologia e Centro Trapianti dell’AST Pesaro Urbino al centro della ricerca internazionale. La struttura ha contribuito a una delle più vaste analisi mai condotte al mondo sull’efficacia del trapianto allogenico di cellule staminali nelle sindromi mielodisplastiche, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista American Journal of Hematology.
Lo studio, promosso dalla Chronic Malignancies Working Party dell’EBMT (European Society for Blood and Marrow Transplantation), la massima autorità europea nel settore, ha analizzato l’evoluzione delle cure in oltre 18.700 pazienti in 368 centri trapianto europei nell’arco di ventidue anni, dal 2000 al 2022.
“La partecipazione dell’Ematologia di Pesaro – spiega  Alessandro Isidori Direttore FF della UOC Ematologia e Centro Trapianti – è avvenuta a fianco di soli altri due centri di eccellenza italiani situati a Roma e Milano e sottolinea il ruolo attivo della nostra Azienda nelle reti scientifiche europee. Questo studio dimostra quanto la collaborazione tra centri europei e la partecipazione a grandi registri internazionali sia determinante per migliorare la qualità delle cure. Il fatto che l’AST Pesaro Urbino abbia contribuito attivamente a questa ricerca, influenzando la pratica clinica globale, rappresenta un riconoscimento per il lavoro quotidiano di tutta l’équipe e un motivo di orgoglio per il territorio. Un percorso certamente reso possibile grazie alla collaborazione di tutta la squadra dell’Ematologia e della direzione generale”.

La ricerca evidenzia miglioramenti significativi nelle possibilità di cura e guarigione per i pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche. Grazie ai progressi della medicina e dell’assistenza specialistica, le prospettive di vita dopo il trapianto sono aumentate progressivamente, accompagnate da una netta riduzione delle complicanze e della mortalità correlata alla procedura. Oggi, inoltre, tecniche più sicure e personalizzate consentono a un numero crescente di pazienti anziani di beneficiare di un trattamento salvavita un tempo non accessibile, beneficiando anche di passi avanti cruciali nella selezione dei donatori e nelle strategie di prevenzione delle complicanze immunologiche.
Sebbene il trapianto sia diventato una procedura molto più sicura, la ricerca scientifica mondiale rimane focalizzata sulla sfida delle recidive post-trapianto, un obiettivo che il centro pesarese continua a perseguire con impegno costante a beneficio dei propri pazienti.

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