Judo Club Pesaro festeggia il Maestro 90enne Ezechiele Romagnoli

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PESARO – Lunedì scorso, 6 luglio, c’è stato un appuntamento con la storia dello Sport pesarese: il Maestro benemerito Ezechiele Romagnoli, (il mitico) Zaga per tutti, ha compiuto 90 anni. E dalla storia alla leggenda il passo è breve, perché è sicuramente più unico che raro arrivare a quest’età ancora attivi sul tatami, sul quale Zaga ha esercitato per oltre 60 anni.

Generazioni di pesaresi devono a lui la conoscenza del Judo e non solo, considerato che Zaga, qualche anno dopo la fine della guerra, ha iniziato a divulgare oltre a quella che allora si chiamava Lotta Giapponese, il Ju-Jitsu, il Karate, ed infine, poco dopo, l’Aikido.

E’ stato lui a fondare il primo Club delle Marche nel lontano 1951,
quel Judo Club Pesaro ancora vivo e vegeto in via Pietro Gai, in zona Pantano, dove ancora è possibile ammirare il Maestro fra leve, proiezioni e strangolamenti; da qui nei decenni sono usciti campioni regionali, nazionali ed internazionali, primo fra tutti Juri Fazi, che con due Olimpiadi all’attivo, titoli internazionali ed italiani è stato uno dei judoka italiani più conosciuti.

Oltre 50 di di questi lo hanno festeggiato a Casa Berardi, dove una lunga tavolata lo ha attorniato circondandolo di affetto e gratitudine, ricordando le tante vittorie ed i tanti aneddoti di una vita dedicata al Judo, che come si sa non è solo sport ma esempio di vita a tutte le età.
La perfetta organizzazione dell’incontro ha dato anche la possibilità ad alcuni componenti della prima squadra agonistica del Judo Club Pesaro, risalente a circa 50 anni fa, di incontrarsi dopo molti anni per fare gli auguri al loro indimenticato Maestro.

Sul tatami Zaga non ha solo insegnato la tecnica, riconosciutagli a livello nazionale, ma anche la determinazione, la passione, il rispetto, la disciplina, che lo hanno reso Maestro a tutto tondo. Tutti coloro che hanno frequentato e frequentano la palestra hanno ben impresse le sue massime, perle di saggezza e di vita vissuta, una su tutte: ” se tu non hai fame io non posso mangiare per te”, e alternate ogni tanto da un qualche “ lascia gì sciaplon, beda maché”.

E’ stato un tributo doveroso ad un uomo, un vero e proprio personaggio fuori dagli schemi, che ha dedicato la sua vita all’Insegnamento, dal quale hanno tratto profitto e traggono profitto ancora schiere di atleti ed amatori, che nel suo Dojo hanno capito ed apprezzato la vera essenza del Judo.

Opublikowany przez Judo Club Pesaro Wtorek, 25 września 2012

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