Jesi: sequestrate oltre 220.000 mascherine anti-covid per frode in commercio

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ANCONA – Sequestrate, dai finanzieri della Compagnia di Jesi (AN), oltre 220.000 mascherine, nel corso dei servizi di controllo sull’osservanza delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica, volti a rilevare fenomeni illeciti legati al significativo aumento della richiesta di dispositivi di protezione individuale, dispositivi medici e mascherine chirurgiche.

Le Fiamme Gialle, partendo da una segnalazione del Nucleo Speciale
Beni e Servizi di Roma hanno effettuato ulteriori approfondimenti investigativi che hanno
permesso d’individuare e sequestrare presso un deposito di una società di Monte
Roberto (AN) oltre 220.000 mascherine del tipo chirurgiche e FFP2.

La merce rinvenuta dai militari è risultata priva delle idonee certificazioni
circa la sicurezza e affidabilità del prodotto e riportava falsamente il marchio “CE”. Inoltre, non è stata fornita alcuna documentazione circa la procedura semplificata prevista
dall’art. 15 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 la quale, consente di produrre, importare e
immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuali in
deroga alle vigenti disposizioni, a seguito di formale autorizzazione dell’Istituto Superiore
di Sanità ovvero dell’INAIL.

I militari dipendenti dal Comando Provinciale di Ancona hanno, pertanto, denunciato una
persona, di 27 anni di origine cinese, titolare della società a responsabilità limitata, per
frode nell’esercizio del commercio, reato per il quale è prevista la reclusione fino a due
anni o la multa fino a 2.065 euro.

L’intervento, s’inserisce nel quadro delle ampie misure disposte per il contenimento e il
contrasto dei rischi sanitari derivanti dall’attuale pandemia, attraverso l’intensificazione
delle attività di contrasto alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente, con
l’obiettivo di tutelare i consumatori e gli operatori onesti e di contrastare coloro i quali, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, pongono in essere pratiche
commerciali scorrette.

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