«I risultati emersi al termine del Festival Passaggi confermano qualcosa che ormai va oltre il semplice successo di una manifestazione: Fano ha costruito negli anni un appuntamento culturale capace di rafforzare l’identità della città e di renderla sempre più riconoscibile anche a livello nazionale. Per questo desidero rivolgere i miei complimenti al Sindaco Luca Serfilippi, all’Assessore ai Grandi Eventi Alberto Santorelli, al direttore Giovanni Belfiori, al presidente Cesare Carnaroli, a tutto lo staff organizzativo e ai numerosi volontari che, con professionalità e passione, hanno reso possibile anche questa edizione.
Ritengo particolarmente significativa la scelta dell’Amministrazione comunale di affiancare all’organizzazione del Festival un’analisi puntuale dei dati. Misurare provenienza dei visitatori, ricadute economiche e comportamenti del pubblico significa dotarsi di strumenti concreti per comprendere le tendenze, orientare le future decisioni e trasformare sempre di più Passaggi in un motore di sviluppo turistico per Fano. È una visione moderna, basata sui dati e non sulle percezioni, che merita di essere valorizzata. Peraltro, ciò che colpisce maggiormente, non è soltanto la partecipazione del pubblico, ma la capacità del Festival di creare un valore destinato a durare nel tempo. Chi arriva a Fano per un evento culturale spesso torna successivamente come turista, parla della città, la promuove e contribuisce a rafforzarne l’immagine ben oltre i giorni della manifestazione.
È questa la direzione sulla quale dobbiamo continuare a investire: sostenere eventi di qualità che non siano fini a sé stessi, ma che diventino strumenti di crescita culturale, economica e di promozione del territorio. L’annuncio dell’apertura alla narrativa rappresenta inoltre un segnale di vitalità e di volontà di innovare senza perdere la propria identità. È il modo migliore per guardare al futuro, continuando a far crescere una manifestazione che è ormai un patrimonio dell’intera comunità fanese.»Festival Passaggi, Fabbroni: “Un patrimonio culturale che oggi rappresenta uno dei migliori investimenti per la città”
«I risultati emersi al termine del Festival Passaggi confermano qualcosa che ormai va oltre il semplice successo di una manifestazione: Fano ha costruito negli anni un appuntamento culturale capace di rafforzare l’identità della città e di renderla sempre più riconoscibile anche a livello nazionale. Per questo desidero rivolgere i miei complimenti al Sindaco Luca Serfilippi, all’Assessore ai Grandi Eventi Alberto Santorelli, al direttore Giovanni Belfiori, al presidente Cesare Carnaroli, a tutto lo staff organizzativo e ai numerosi volontari che, con professionalità e passione, hanno reso possibile anche questa edizione.
Ritengo particolarmente significativa la scelta dell’Amministrazione comunale di affiancare all’organizzazione del Festival un’analisi puntuale dei dati. Misurare provenienza dei visitatori, ricadute economiche e comportamenti del pubblico significa dotarsi di strumenti concreti per comprendere le tendenze, orientare le future decisioni e trasformare sempre di più Passaggi in un motore di sviluppo turistico per Fano. È una visione moderna, basata sui dati e non sulle percezioni, che merita di essere valorizzata. Peraltro, ciò che colpisce maggiormente, non è soltanto la partecipazione del pubblico, ma la capacità del Festival di creare un valore destinato a durare nel tempo. Chi arriva a Fano per un evento culturale spesso torna successivamente come turista, parla della città, la promuove e contribuisce a rafforzarne l’immagine ben oltre i giorni della manifestazione.
È questa la direzione sulla quale dobbiamo continuare a investire: sostenere eventi di qualità che non siano fini a sé stessi, ma che diventino strumenti di crescita culturale, economica e di promozione del territorio. L’annuncio dell’apertura alla narrativa rappresenta inoltre un segnale di vitalità e di volontà di innovare senza perdere la propria identità. È il modo migliore per guardare al futuro, continuando a far crescere una manifestazione che è ormai un patrimonio dell’intera comunità fanese.»














