Ferrovia Fano-Urbino, il Comitato: “Un terzo studio è inutile, si punti sulla ciclovia”

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FANO – “Due autorevoli studi escludono il ripristino della ferrovia Fano Urbino; il primo,  voluto dalla Regione Marche di centrosinistra e pubblicato nel 2004, era stato realizzato dai massimi livelli marchigiani di tipo politico (Regione), tecnico (Università) ed economico (Camere di commercio); documentava che già allora non esistevano le condizioni tecniche ed economiche per riattivare la linea e suggeriva una pista ciclabile. 

 

Il secondo, voluto dalla Regione di centrodestra, pubblicato da questo comitato solo lo scorso aprile, è stato realizzato dalle Ferrovie che hanno confermato i risultati di 20 anni prima; però lo hanno fatto con una certa “diplomazia”, forse perché sorprese di ricevere ben un milione e 350mila euro per dare informazioni che si potevano avere gratis da varie fonti; infatti hanno detto che il ripristino si potrebbe anche fare ma spendendo almeno mezzo miliardo di euro (che non esistono), stravolgendo tutta la valle del Metauro e facendo in fretta, perché lo studio vale fino al 2028; di fatto, è una missione impossibile”. 

“Evidentemente due studi non sono bastati, visto che ora se ne propone un terzo, all’interno di un anello ferroviario che comprende le valli del Foglia e del Metauro; nel caso si volesse andare avanti, si spera che si parta da due concetti di base: la vecchia ferrovia abbandonata da 40 anni non è riutilizzabile; servirebbe un tracciato nuovo tra Fano e Urbino”.  

“Di conseguenza, si rafforza la soluzione più logica e ragionevole per (quasi) tutti: una ciclovia in grado di riutilizzare e valorizzare una linea dismessa che le Ferrovie sono disposte a cedere agli Enti locali”.

 

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