FANO – Una mozione sottoscritta da quasi tutta l’opposizione consiliare di Fano chiede di introdurre criteri etici nell’acquisto e nella dispensazione dei farmaci equivalenti nelle farmacie comunali, con particolare riferimento ai medicinali prodotti dal gruppo israeliano Teva, che comprende anche i marchi Ratiopharm, Dorom e Cephalon.
Nel documento, i consiglieri ripercorrono le principali risoluzioni delle Nazioni Unite sulla questione israelo-palestinese e richiamano le decisioni della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale in merito al conflitto in Medio Oriente. La mozione sostiene che il Comune debba adottare atti politici «volti a stigmatizzare quanto sta accadendo in Palestina» e a promuovere il rispetto del diritto internazionale.
I firmatari spiegano di aver richiesto ad Aset dati e informazioni relativi alle vendite dei farmaci equivalenti nelle otto farmacie comunali nel triennio 2023-2025. Secondo quanto riportato nella mozione, i medicinali a marchio Teva e Ratiopharm rappresentano una quota significativa del fatturato dei farmaci generici, con percentuali differenti tra le varie sedi comunali. Il documento evidenzia inoltre che i prodotti del gruppo sono oltre 200 e che, per ciascun principio attivo, esistono mediamente una dozzina di alternative equivalenti.
La mozione ricorda anche la normativa nazionale sui farmaci equivalenti, secondo cui il farmacista è tenuto a proporre il medicinale con il prezzo più basso, salvo diversa indicazione del medico o una scelta esplicita del paziente.
Secondo i consiglieri, le farmacie comunali dovrebbero adottare criteri etici nella gestione degli acquisti pubblici e, per questo motivo, contestano il ruolo della multinazionale israeliana Teva, accusata nel documento di trarre benefici dall’occupazione dei territori palestinesi e di sostenere l’esercito israeliano.
La proposta chiede quindi alla giunta comunale e ad Aset di impartire indicazioni affinché nelle farmacie comunali non vengano proposti farmaci del gruppo Teva, orientando diversamente le scelte dei direttori, pur nel rispetto delle prescrizioni mediche e della libertà di scelta dei pazienti. Inoltre, si chiede di non mantenere in magazzino medicinali equivalenti del gruppo israeliano una volta esaurite le scorte esistenti, fino alla cessazione delle operazioni militari israeliane a Gaza e in Cisgiordania.
La mozione è stata firmata dai consiglieri Francesco Panaroni del Movimento 5 Stelle, Ippolita Bonci Del Bene di Fano Cresce, Stefano e Lorenzo Marchegiani de La Fano che vogliamo, Cesare Magalotti e Sara Cucchiarini del Partito Democratico, oltre a Cristian Fanesi e Dimitri Tinti del Gruppo Misto.















