FANO, 4 agosto – Un cinquantenne è stato fermato nel tardo pomeriggio al Centro commerciale Flaminio di Fano dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti in seguito alle segnalazioni di alcuni passanti. L’uomo, in evidente stato di alterazione, avrebbe poco prima trascinato e colpito ripetutamente il cane che si trovava con lui. L’episodio si è verificato sotto i portici del complesso commerciale. Secondo quanto riferito dai presenti, il cane era ormai stremato, non riusciva più a camminare e si è infine accasciato sul marciapiede. Le sue condizioni hanno spinto alcuni cittadini a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati i carabinieri del Radiomobile e gli agenti della Polizia locale. Alla vista dei militari, il cinquantenne, originario di Fossombrone, avrebbe continuato a urlare e a dare in escandescenze. Durante le operazioni per contenerlo, l’uomo ha opposto resistenza e avrebbe anche tentato di colpire i carabinieri. Dopo essere stato immobilizzato, è stato accompagnato in caserma. I militari hanno confermato la contestazione relativa alla resistenza a pubblico ufficiale. Il cane è stato affidato agli operatori del servizio veterinario dell’Ast.
Sull’episodio è intervenuta l’ENPA Pesaro e Urbino, che ha ricordato come questo caso arrivi a pochi giorni dalla drammatica vicenda di Pongo. «Non possiamo e non dobbiamo abituarci», ha scritto l’associazione, ricordando che «il silenzio può costare una vita. Ogni animale ha diritto ad essere rispettato, curato e protetto. Chi decide di accoglierlo nella propria famiglia si assume una responsabilità che non può essere ignorata o tradita». L’ENPA ha sottolineato anche l’importanza delle segnalazioni da parte dei cittadini: «Oggi quel cane è stato soccorso perché qualcuno ha deciso di non girarsi dall’altra parte. Qualcuno ha trovato il coraggio di fare una semplice telefonata. Segnalare non significa accusare, ma permettere a chi di competenza di verificare e, se necessario, intervenire prima che sia troppo tardi». Un appello che si chiude con un invito: «Gli animali non hanno voce. La loro voce dobbiamo essere noi».

















