Fano, bocciata la mozione sui criteri etici per i farmaci Aset: l’opposizione attacca la maggioranza

0
44
FANO – “Il Consiglio comunale ha bocciato la mozione sui criteri etici nell’acquisto e nella dispensazione dei farmaci equivalenti da parte delle farmacie comunali di ASET, al termine di un dibattito nel quale molti interventi della maggioranza a volte imbarazzanti, hanno eluso il merito della proposta”.
“Abbiamo ascoltato argomentazioni che fanno pensare che la mozione non sia stata letta o compresa fino in fondo: nessuno chiedeva di contravvenire alla prescrizione del medico quando indica la “non sostituibilità” di un farmaco, né di limitare la libertà del paziente di richiedere un determinato prodotto”.
“La proposta era semplice: chiedere alle farmacie comunali, laddove esistano più farmaci equivalenti con lo stesso principio attivo e senza differenze per il cittadino, di utilizzare la propria discrezionalità evitando di proporre come prima scelta i prodotti del gruppo TEVA, multinazionale che sostiene il Governo israeliano”.
“Una scelta circoscritta e simbolica, ma proprio per questo chiara: un indirizzo etico rivolto ad ASET, società a totale controllo pubblico, senza discriminare nessuno, senza imporre nulla ai cittadini e senza mettere in difficoltà le persone anziane, fragili o con particolari esigenze di salute. La salute e la libertà di scelta del paziente non erano in alcun modo messe in discussione”.
“Per giustificare il voto contrario, la maggioranza ha preferito spostare il terreno della discussione. Prima il benaltrismo: ogni volta che si parla della tragedia palestinese sembra esserci sempre un’altra guerra, un’altra tragedia o un’altra ingiustizia di cui occuparsi prima. Come se ricordare altre vittime rendesse meno urgente occuparsi di quelle di Gaza”.
“Poi siamo arrivati persino alle disquisizioni sulla “contabilità” dei morti, quasi che stabilire se le vittime siano alcune migliaia in più o in meno possa modificare la sostanza di una tragedia umanitaria sotto gli occhi del mondo. È un modo di discutere che consente di evitare la questione centrale: cosa possono fare le istituzioni, ciascuna nel proprio ambito, per non restare semplicemente spettatrici?”.
“Naturalmente un Comune non fa politica estera e nessuno pensa che una decisione delle farmacie possa, purtroppo, fermare la guerra. Ma, con questo atto e con la scelta conseguente, si può almeno agire nel proprio ambito, contrastando chi sostiene quel massacro. Il Comune può incidere sulle scelte di una società di cui detiene il 97% del capitale: è quindi pretestuoso sostenere che si intervenga sui medicinali mentre non lo si fa sulla tecnologia o sulle armi. Su quei settori, infatti, il Comune non ha voce in capitolo; il Governo Meloni e la maggioranza parlamentare di centrodestra, invece, ne hanno eccome!”.
“Ed è proprio il Governo che, di fronte alle gravissime violazioni del diritto internazionale e alle sofferenze inflitte alla popolazione palestinese, ha avuto finora un atteggiamento gravemente insufficiente e spesso accomodante nei confronti del governo israeliano. Al di là degli interventi umanitari, mancano una pressione politica adeguata e misure concrete capaci di incidere sulle responsabilità di chi sostiene e alimenta quella politica”.
“Sarebbe stato un piccolo atto di coscienza, analogo a quelli assunti da altri Comuni (ad es. Jesi, Castelfidardo), e un segnale particolarmente significativo per Fano, che ha scelto di definirsi ‘Città delle bambine e dei bambini'”.
“L’intervento conclusivo della vicesindaca Manocchi, scritto da altri per sua ammissione, ha riproposto il rischio di interferenze con le prescrizioni mediche e la volontà dei pazienti, ma la mozione escludeva espressamente entrambe le ipotesi: riguardava soltanto la discrezionalità del farmacista dipendente di ASET nella proposta di medicinali equivalenti.
La Vicesindaca, da ferma, anziché inserire la prima ha ingranato la retromarcia”.
“Resta positivo che Kristian Forti(civici) e Fiammetta Rinaldi (Forza Italia), pur appartenendo alla maggioranza, abbiano scelto l’astensione. Su questioni che chiamano in causa anche la coscienza individuale, votare secondo le proprie convinzioni dovrebbe essere considerato normale e rispettato. Imbarazzante la scena del vice Presidente del Consiglio Bavosi che apostrofa i due consiglieri non allineati”.
“Dispiace che la maggioranza abbia preferito trasformare una proposta limitata, concreta e rispettosa della libertà delle persone in qualcosa che non era, per poterla più facilmente respingere”.
“Non pretendevamo di fermare la tragedia dal Consiglio comunale di Fano. Chiedevamo semplicemente che, quando è possibile scegliere senza penalizzare nessuno, anche una società pubblica come ASET possa assumersi una responsabilità e non sostenere chi contribuisce a quel massacro.
Una pagina imbarazzante di un centrodestra fanese Imbarazzante”.
Panaroni Francesco
Ippolita Bonci del Bene
Magalotti Cesare
Cucchiarini Sara
Marchegiani Stefano
Marchegiani Lorenzo
Fanesi Cristian
Tinti Dimitri
Mascarin Samuele

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here