Fano, 75enne smaschera la truffa del falso carabiniere: la moglie chiama il 112

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Silvio Barone, 75 anni, nella sua abitazione a Fano, dove ha raccontato ai nostri microfoni il tentativo di truffa del falso carabiniere.

FANO 15 SETTEMBRE – Una telefonata studiata nei dettagli, la storia di una rapina avvenuta a Pesaro e la richiesta di raccogliere oro e preziosi per dimostrare di non avere nulla a che fare con il colpo. Ma questa volta il tentativo di truffa non va a buon fine. E’ successo venerdì scorso, protagonista della vicenda è Silvio Barone, 75 anni, di Fano. L’uomo racconta di aver ricevuto venerdì scorso la telefonata di una persona che si sarebbe presentata come appartenente ai carabinieri di Pesaro. Dall’altra parte del telefono gli viene riferito che c’era stata una rapina, che un carabiniere era rimasto ferito e che era stato rubato dell’oro. A quel punto entra in gioco anche la targa dell’auto utilizzata per il colpo, che secondo l’interlocutore sarebbe stata riconducibile a Barone.

È proprio lì che il 75enne inizia a insospettirsi. «Gli ho detto qual era la mia targa – racconta – e lui me ne ha indicata un’altra. A quel punto ho capito che era un inganno». Senza interrompere la conversazione, Barone fa segno alla moglie di chiamare il 112 e nel frattempo continua a parlare con il falso carabiniere, cercando di guadagnare tempo. I truffatori, però, insistono. Gli chiedono di raccogliere tutto l’oro che ha in casa e di metterlo in un sacchetto. A ritirarlo, gli viene spiegato, sarebbe arrivato il presunto “figlio del magistrato”, incaricato di effettuare una verifica sui preziosi. Barone decide così di stare al gioco. Nel sacchetto mette oro, orologi e altri oggetti, fingendo di seguire le indicazioni ricevute. Nel frattempo, racconta, nella sua abitazione arrivano i carabinieri veri, in borghese.

«Mi ha chiesto se ci fosse qualcuno in casa e io gli ho risposto di no – spiega il 75enne – ma in realtà i carabinieri erano già lì». Dopo poco tempo si presenta alla porta l’uomo incaricato di ritirare il sacchetto. «L’ho fatto entrare in cucina – racconta Barone – nella stanza accanto c’erano i carabinieri in borghese. Lo hanno preso, ammanettato e portato via». Il 75enne ha deciso di rendere pubblica la sua esperienza soprattutto per mettere in guardia gli anziani e chi potrebbe trovarsi davanti a telefonate dello stesso tipo. «Se ricevete telefonate strane, chiudete – è il suo appello –. Sono persone molto furbe, ma bisogna cercare di essere più furbi di loro». Barone racconta anche che una sua familiare sarebbe già caduta in passato in una truffa simile, consegnando i propri beni ai malviventi. Da qui la scelta di parlare pubblicamente e invitare tutti alla massima prudenza. «Quello che mi ha spinto a raccontare questa storia – conclude – è il desiderio di avvisare la comunità di Fano e dei dintorni. È un problema molto diffuso. Fate attenzione».

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