Crisi dell’olio, frantoi in difficoltà anche nelle Marche

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MARCHE – La filiera olivicolo-olearia italiana è di fronte a una situazione di emergenza senza precedenti. Le associazioni dei frantoiani lanciano l’allarme: magazzini saturi, liquidità azzerata e impossibilità di ritirare olive e olio nella prossima campagna. Le giacenze invendute della scorsa stagione impediscono di liberare spazio nei depositi, mentre il blocco finanziario non consente di remunerare gli olivicoltori entro i termini previsti dalla normativa sulle pratiche commerciali sleali.

La crisi è stata aggravata dal crollo dei prezzi dell’olio, acquistato all’inizio della campagna a valori molto elevati (fino a 9–10 euro/kg) e oggi invenduto o vendibile solo in perdita. A ciò si sommano i rincari strutturali di energia, logistica e gestione dei sottoprodotti, che rendono insostenibile la gestione ordinaria dei frantoi.

Le associazioni denunciano inoltre una condizione di totale isolamento istituzionale, con la categoria esclusa sia dal “Tavolo Olio” del MASAF del 14 luglio sia dai tavoli regionali dedicati ai prossimi bandi operativi.

Questa mattina una troupe del Tg3 nazionale (in onda nell’edizione delle 19) ha visitato l’azienda olivicola Fattorie Petrini di Monte San Vito, intervistando la titolare Francesca Petrinipresidente nazionale di CNA Agroalimentare, che ha ribadito la necessità di interventi immediati per evitare il collasso della filiera.

Le associazioni chiedono con urgenza: Convocazione immediata di un tavolo di crisi con il Ministro e gli assessorati regionali; moratoria bancaria sulle esposizioni, già sollecitata all’ABI; interventi per liberare le giacenze e ripristinare la liquidità del comparto; inclusione stabile dei frantoiani nei tavoli decisionali nazionali e regionali.

Il settore chiede risposte immediate per garantire il ritiro delle produzioni e salvaguardare una filiera strategica per l’economia agroalimentare italiana.

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