FANO – “Nel Consiglio comunale di ieri si è discussa l’interrogazione dei consiglieri di opposizione sui posti per anziani non autosufficienti: liste d’attesa, rette in aumento, futuro della residenza “Don Tonucci” e centro Alzheimer. Un confronto necessario per verificare lo stato degli impegni assunti con le 2 mozioni approvate quasi all’unanimità nel Consiglio comunale del 30 settembre 2024”.
“Dalle risposte dell’assessore Tarsi e del Sindaco Serfilippi emerge però; tante parole, pochi atti. E intanto l’emergenza si aggrava ed è tutta sulle spalle delle famiglie. I numeri parlano chiaro: nel Distretto di Fano ci sono circa 650 persone in attesa di un posto in struttura. Nel frattempo, la Regione ha aumentato le tariffe, anche per la quota a carico delle famiglie, rendendo l’accesso alle strutture più iniquo, penalizzando chi non ha una rete familiare in grado di reggere costi e carichi assistenziali. Per questo serve un tavolo operativo vero con Regione, AST 1, Distretto e Ambito sociale: non annunci ma un percorso con atti, tempi e responsabilità per ridurre liste d’attesa e costi”.
“Sul centro residenziale “Don Tonucci” è emersa poi una contraddizione evidente. Da un lato l’assessore ha attaccato la precedente amministrazione sia per il mancato ampliamento dei posti autorizzati, sia per non aver “recuperato” tutti gli 80 posti originari previsti dalla Regione nel 2018. Però la titolarità di quei posti era in capo al gestore privato del “Don Tonucci”, quindi non si può imputare al Comune, contemporaneamente, sia il mancato ampliamento sia il mancato “recupero” integrale di posti letto che non erano nella sua disponibilità”.
“La realtà è un’altra: solo con la lunga trattativa chiusa nel 2023 sono stati ottenuti 60 posti a titolarità comunale, creando le condizioni per una procedura ad evidenza pubblica con obbligo di realizzare l’ampliamento dei posti entro tre anni”.
“Il sindaco, da parte sua, ha riconosciuto che il progetto va rifatto perché sono cambiati i requisiti ma ha liquidato quei 60 posti come “non un grande acquisto per il Comune”. In un territorio con centinaia di persone in attesa è una valutazione che colpisce per la superficialità e la distanza dal disagio reale delle famiglie”.
“Nel frattempo, gli uffici comunali hanno avviato la procedura per la concessione triennale per garantire continuità assistenziale, ma senza contemplare l’ampliamento il rischio è di congelare la situazione per anni. Sono state citate interlocuzioni con la Regione ma manca ancora ciò che conta davvero: un cronoprogramma preciso, vincolante e verificabile”.
“Il punto poi è che con questi numeri, non basta l’ampliamento del Don Tonucci, serve una strategia complessiva con la Regione per aumentare i posti letto, tra nuove autorizzazioni e riconversioni. E qui emerge il nodo: il piano del fabbisogno regionale dei posti letto è fermo al 2017! Dopo anni di governo Acquaroli e dopo una pandemia che ha cambiato tutto, il nuovo piano ancora non c’è! Dov’è allora la tanto citata “filiera istituzionale”? Se non produce risultati concreti, cioè più posti, più convenzioni e più tutela, resta solo uno slogan da propaganda”.
“Lo stesso vale per la rete Alzheimer: il centro diurno Margherita va potenziato davvero nei posti convenzionati come promesso anni fa e il progetto della Fondazione Carifano per una nuova struttura residenziale deve uscire dalla propaganda ed entrare nella programmazione regionale”.
“Dopo 2 anni di amministrazione comunale Serfilippi e quasi 6 anni di governo regionale di centrodestra, il tempo degli alibi è finito: chi governa oggi deve dire con chiarezza cosa farà domani. Perché le liste d’attesa presentano il conto. E quel conto, oggi, lo stanno pagando tante famiglie”.
Dimitri Tinti – Consigliere comunale Gruppo Misto












