Lavoratori Auchan in sciopero per salvare il posto di lavoro

Lavoratori Auchan in sciopero per salvare il posto di lavoro

FANO – Presidio davanti all’Ipermercato Auchan di Bellocchi di Fano. Lavoratori, sindacati e sostenitori-clienti stanno manifestando stamane davanti all’ingresso di uno dei tanti centri commerciali d’Italia interessati dal taglio del personale in esubero. Secondo le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil in Italia i lavoratori Auchan a rischio licenziamento sarebbero 1.426 di cui 52 nella sola regione Marche. Un taglio netto del 12% dell’organico che serve per contrastare la diminuzione del fatturato registrato negli ultimi tre anni. Niente ammortizzatori sociali, quattordicesima sospesa e riduzione dello stipendio, sono state queste – secondo i sindacati – le uniche proposte aziendali per raggiungere l’equilibrio economico. Soluzioni che hanno reso impossibile qualsiasi confronto serio tra le parti. Una scorciatoia per far quadrare velocemente i conti che ha portato centinaia di lavoratori a manifestare in tutte le città in cui il colosso francese della grande distribuzione è presente con i suoi supermercati.

Punta invece a rilanciare la sua presenza in Italia, e a “salvare 10mila posti di lavoro”, il piano industriale di Auchan. Lo sostiene l’amministratore delegato di Auchan spa, Patrick Espasa, che ieri alla vigilia dello sciopero nazionale contro la disdetta della contrattazione aziendale e la procedura di licenziamento per 1.426 lavoratori. “Il nostro piano di intervento deve essere strutturale e profondo – aggiunge – per ritrovare la nostra leadership e l’utile netto positivo al più presto, entro il 2017”. L’obiettivo, sostiene Espasa, è quello di “ritornare a creare valore per tutti, non solo clienti e fornitori, ma anche collaboratori e azionisti, rendendo l’azienda più moderna e redditizia”. Due le priorità, secondo Espasa, per riuscirci: “Diffondere un nuovo progetto commerciale più semplice e moderno – dice – e migliorare l’efficacia e la redditività attraverso la riduzione dei costi generali di gestione, dei consumi di energia, della logistica, dei canini di locazione e, soprattutto, il costo del lavoro”. Solo così, conclude Espasa, Auchan potrà “portare avanti il suo sviluppo e contribuire al rilancio dell’Italia”.

Foto: Lavoratori di fronte al Centro commerciale di Fano (PU) – Occhio alla Notizia

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Non si possono tenere i profitti quando le cose vanno bene e scaricare il rischio d’impresa sui lavoratori quando vanno meno bene”. Lo ha affermato l’on. Lara Ricciatti di Sel a margine dello sciopero dei lavoratori del punto vendita Auchan di Fano di questa mattina, dove era presente, insieme ai colleghi parlamentari Camilla Fabbri e Marco Marchetti, con il sindaco di Fano Massimo Seri. “Quella di oggi é una battaglia che va combattuta con determinazione. I licenziamenti paventati dall’azienda sembrano una misura ritorsiva contro il rifiuto dei sindacati di accettare una diminuzione di diritti e retribuzioni per i lavoratori, che pure stanno dimostrando grande apertura nel cercare di risolvere la vertenza, e questo é inaccettabile”.
“Negli scorsi giorni ho presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al ministro Poletti l’apertura di un tavolo su questa crisi – spiega Ricciatti -, come in diverse altre vertenze, aperte in questi mesi nel nostro territorio, insieme alla occupazione é in gioco anche un principio fondamentale: la responsabilità sociale dell’impresa nei confronti dei territori nei quali opera e dai quali prende”. “Come parlamentare – conclude la deputata fanese – continuerò ad intraprendere tutte le iniziative che si renderanno utili per sostenere l’occupazione. Come cittadina di Fano non posso che essere, oggi, al fianco dei lavoratori della nostra città”.
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Per Renato Claudio Minardi, candidato alle regionali del Pd “la questione Auchan, di rilevanza nazionale e regionale, è comunque centrale per la città di Fano. Mi impegno a portare in Consiglio comunale il caso dei paventati licenziamenti che riguardano anche il centro commerciale di Bellocchi, visto che compito primario della politica è quello di occuparsi dei cittadini e delle loro istanze”. Parole convinte quelle di Renato Claudio Minardi, presidente del Consiglio comunale di Fano, pronunciate stamattina all’ipermercato di via Einaudi dove si è recato per esprimere solidarietà e vicinanza ai tantissimi dipendenti in sciopero contro i licenziamenti paventati che sarebbero 16 solo nel centro commerciale di Bellocchi. Questo nonostante i sindacati facciano notare come la catena di grande distribuzione non abbia mai utilizzato ammortizzatori sociali, a dimostrazione della tenuta complessiva della struttura fanese. “L’Auchan deve tanto a Fano e ai fanesi – ha concluso Renato Claudio Minardi – Non si possono licenziare 16 dipendenti privando del sostentamento 16 famiglie da un giorno all’altro. Per questo motivo porterò la questione nella pubblica assise attraverso un’Ordine del Giorno da sottoporre alla firma di tutti i capigruppo e consiglieri comunali”.
Solidarietà anche da Angelo Bertoglio di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Ho portato la nostra solidarietà e tutto l’interesse del partito e di Giorgia Meloni ai lavoratori del gruppo francese Auchan di Fano. Le 16 persone che rischiano il proprio posto,rappresentano 16 famiglie del nostro territorio che rischiano di rimanere senza lavoro e senza futuro. Tutto questo nella provincia che rappresenta già i numeri più preoccupanti su disoccupazione e sfratti.Il gruppo Auchan ha comunicato recentemente 1.400 esuberi da individuare in tutti i supermercati sparsi per la penisola. Oltre al taglio già annunciato nelle scorse settimane al numero dei dipendenti,si parla di esuberi in arrivo anche dalla catena Simply e da Mediaworld. Mentre l’illusionista Renzi “fa la festa ai lavoratori” e i dati della disoccupazione aumentano la crisi è dunque arrivata anche alla grande distribuzione con tanti dipendenti a rischio anche qui da noi. Impegnerò direttamente i nostri Parlamentari per tutelare i diritti dei lavoratori in un’atmosfera carica di preoccupazione soprattutto per chi si sente veramente a rischio, ma carica anche del desiderio di lottare e rispondere con vigore alle inadeguate politiche del governo e dei ricatti aziendali del gruppo Auchan,mentre le famiglie e le aziende italiane affondano. Ammazzano il mercato italiano e i dipendenti li tengono a pane e acqua per poi licenziare a loro comodo,dobbiamo risvegliare l’orgoglio italiano e non mollare mai per ricostruire il nostro paese in difesa dei lavoratori, delle famiglie e delle aziende Italiane.

 

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