URBINO – Urbino si prepara ad accogliere un appuntamento culturale e scientifico di particolare rilevanza. Il prossimo 29 agosto, alle ore 18, la Sala Conferenze del Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino farà da cornice alla conferenza “Dalla Terra al Cielo, dal Cielo alla Terra”.
L’iniziativa, fortemente voluta e promossa dal CUUM (Club per l’UNESCO di Urbino e del Montefeltro) in stretta sinergia con la Sovrintendenza e il Comune di Urbino, intende offrire alla cittadinanza, agli studiosi e al mondo accademico un’occasione di riflessione interdisciplinare, capace di mettere in relazione ambiti del sapere apparentemente lontani eppure profondamente connessi.
Il progetto nasce infatti dall’incontro tra tre grandi dimensioni della conoscenza umana, che trovano nel territorio marchigiano un terreno privilegiato di espressione: la Terra, indagata attraverso l’archeologia e la lezione di Vitruvio; il Cielo, esplorato attraverso le frontiere dell’astrofisica contemporanea; e l’Arte, intesa come linguaggio e filtro universale capace di mettere in relazione passato e futuro, materia e spazio, memoria e immaginazione.
Un parterre di eccellenze per un confronto interdisciplinare
La serata sarà introdotta dai saluti istituzionali del Prof. Jonathan Pierini, Presidente del CUUM e Docente presso l’Università di Urbino Carlo Bo, e dall’Istituzione della Sovrintendenza di Urbino.
A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Giovanni Volponi, che accompagnerà il pubblico lungo un percorso costruito sul confronto e sul dialogo tra archeologia, astrofisica e arte contemporanea.
Il cuore della conferenza sarà affidato agli interventi di relatori di altissimo profilo accademico, scientifico e culturale.
A dialogare con la dimensione celeste sarà la Prof.ssa Marica Branchesi, Astrofisica e Docente Ordinario di Astrofisica presso il Gran Sasso Science Institute, scienziata di calibro mondiale nota per i suoi studi pionieristici sulle onde gravitazionali, che terrà una lectio magistralis dedicata alle nuove frontiere dell’osservazione dell’Universo.
Il suo contributo condurrà idealmente il pubblico dalla Terra verso il Cielo, mostrando come la ricerca contemporanea abbia aperto nuovi modi di osservare, comprendere e persino “ascoltare” il cosmo.
A seguire, l’archeologo Prof. Oscar Mei, Docente di Archeologia Classica all’Università di Urbino Carlo Bo e Direttore Scientifico del Centro Studi Vitruviani, accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la disciplina dell’archeologia e la figura di Vitruvio, approfondendo il ruolo dell’archeologia classica e moderna, le scoperte legate alla Basilica vitruviana di Fano e il rapporto tra architettura romana, territorio e cosmologia.
Terra e Cielo diventano così due direzioni dello stesso percorso di conoscenza: da una parte l’uomo che scava nel terreno alla ricerca delle proprie origini, dall’altra l’uomo che osserva l’Universo per comprendere il proprio posto nel cosmo.
L’Arte come ponte tra visibile e invisibile
A completare questo dialogo sarà l’intervento di Giò Ross (Giovanni Rossi), Artista e Docente di Storia dell’Arte, dal titolo: “L’Arte come ponte: Quando la Terra guarda il Cielo”.
Attraverso il proprio intervento e una selezione di opere, comprendente dipinti fisici e proiezioni di immagini, Ross proporrà una sintesi visiva e poetica dei temi affrontati nel corso della conferenza.
Le sue elaborazioni artistiche metteranno in relazione onde gravitazionali e architetture rinascimentali, spirali celesti, visioni surreali e cosmografie dedicate ai territori di Urbino, costruendo un percorso nel quale l’arte diviene luogo d’incontro tra ricerca scientifica, memoria storica e immaginazione.
La pittura si trasforma così in uno spazio di connessione: ciò che l’archeologia riporta alla luce dalla profondità della Terra e ciò che l’astrofisica rivela nelle profondità dell’Universo trovano nell’immagine artistica un territorio comune.
Dalla Terra al Cielo e dal Cielo alla Terra non rappresenta dunque soltanto il titolo dell’incontro, ma la direzione di un viaggio culturale: dalle tracce lasciate dall’uomo nelle pietre alle tracce lasciate dagli eventi cosmici nello spazio, fino all’arte, capace di trasformare entrambe in esperienza, visione e racconto.
Un momento conclusivo di incontro e condivisione
Al termine della conferenza è previsto un brindisi-degustazione, reso possibile grazie al supporto e al contributo delle Aziende Tenuta Santi Giacomo e Filippo, Prometeo il farro e Pizzeria Urbana.
La partecipazione all’evento è aperta a cittadini, studenti, studiosi, turisti e operatori culturali, in un appuntamento che conferma ancora una volta Urbino come luogo privilegiato di incontro tra patrimonio storico, cultura umanistica, ricerca scientifica e linguaggi contemporanei.















