Tigli abbattuti in piazza Costa, associazioni diffidano il Comune

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FANO – “Dopo lo shock causato dal frettoloso abbattimento di ben 14 tigli storici nella centralissima piazza Andrea Costa, cittadini e residenti si organizzano per dettagliare l’abuso ed esigere riparazione”.
“È stata presentata un’ articolata Diffida per la tutela dei tigli restanti, firmata da 4 associazioni rappresentative, indirizzata dall’avvocato Matteo Giuliani a Sindaco, Carabinieri forestali e Soprintendenza. La Lupus in Fabula OdV, GAS Fano Fortuna, Circolo Legambiente Idefix e Comitato Residenti Centro Storico rappresentano così il diritto violato e il sentire offeso di una larga parte della cittadinanza”.
Dice Claudio Orazi (Lupus in F.): “andava cercata ogni possibile soluzione per evitare di abbattere i tigli storici, visto che si trattava di alberi in buona salute, ben adattati al tipo di suolo. Per mettere in sicurezza l’area era sufficiente, prima, evitare di danneggiarli, e poi proseguire lo scavo archeologico con accorgimenti tecnici; questo avrebbe permesso di giungere ad una soluzione migliore e maggiormente condivisa”.
Aggiunge Stefania Bertoni (GAS):il microclima creato dai tigli (sempre presenti nella piazza, anche prima del dopoguerra) è stato irrimediabilmente distrutto, e oltretutto l’abbattimento è stato disposto con una Ordinanza d’urgenza. Occorreva una perizia tecnica, che invece non risulta agli Atti. In altre città italiane abbattimenti illegittimi come questo son stati bloccati dalle Procure.”
Precisa Omar Toni (CRCS): “L’abbattimento dei tigli storici rappresenta una cancellazione senza precedenti di un patrimonio identitario della città e modifica irreversibilmente il paesaggio urbano di Fano. Non reputiamo adeguate le procedure della Soprintendenza, non coerenti con la natura pubblica e stratificata dello spazio urbano. Riconosciamo l’importanza dell’indagine archeologica sui resti della basilica vitruviana ma questi non possono giustificare la perdita di 150 anni di storia urbana. C’è stata una mancanza di visione tutt’ora carente: urgente aprire un confronto”.                   

Racconta Paola Bartoletti (Legambiente): “come sapete la legge prescrive il divieto di abbattimento di alberi e siepi nel periodo della nidificazione. I cittadini invece han dovuto chiamare il CRAS per il ritrovamento di nidi in terra. Dov’è il rispetto delle regole?“

“La diffida chiede al Sindaco di revocare subito in autotutela l’Ordinanza n.1186/2026, di effettuare una perizia approfondita sui tigli restanti alla presenza anche di un tecnico scelto dalle associazioni, di convocare un “Tavolo di progettazione” condivisa del verde.
Sottolineano i firmatari: “per riparare i danni fatti, il Comune dovrebbe piantare, secondo la letteratura scientifica in merito, almeno 40/50 alberi nella stessa area. Ma sono riparabili i danni fatti eliminando alberature storiche, che impiegano decenni a crescere? Parafrasando si potrebbe dire “un albero non si fa crescere in un giorno”. E intanto nella città si continua ad abbattere alberi storici, come sta accadendo sul lungomare alle tamerici sacrificate, in fretta e furia, per l’allargamento della ciclabile”.

 

La Lupus in Fabula Odv – Circolo Legambiente Fano Idefix – Gas fano Fortuna – Comitato Residenti Centro Storico

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