Avrebbero dovuto iniziare a lavorare negli ospedali della provincia di Pesaro e Urbino il primo novembre, 11 infermieri che improvvisamente si sono visti rinviare la presa di servizio per la mancanza di una firma. Ora non è nemmeno certo quando potranno iniziare, con il rischio di ingressi scaglionati e senza una programmazione chiara: qualcuno forse a dicembre o addirittura, come dice oggi il direttore generale Ast Alberto Carelli, a gennaio 2027. «Una situazione che umilia la nostra sanità pubblica – dichiara la Consigliera regionale Micaela Vitri – e prende in giro 11 professionisti. Alcune infermiere si sono licenziate dal precedente impiego nel settore privato per scegliere la sanità pubblica e avevano già ricevuto i turni di lavoro nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Urbino. Avevano completato tutte le procedure richieste, ricevuto l’assegnazione, i cartellini, le chiavi degli armadietti e le divise per iniziare l’1 novembre. Come fa il direttore Ast a dire che è tutto come previsto e inizieranno a gennaio? Mancava soltanto una firma e sono state lasciate a casa, senza stipendio e senza certezze sulla data di ingresso. Mi dispiace che il direttore Carelli debba mettere la faccia su questa vergogna, al posto dell’Assessore regionale alla Sanità Calcinaro e del presidente della Commissione Sanità regionale Baiocchi, dai quali mi aspetterei una presa di posizione e soprattutto un intervento concreto per risolvere immediatamente il problema. È una situazione paradossale: mentre gli ospedali sono in difficoltà per la carenza di personale e i reparti faticano a garantire i turni, si impedisce a professionisti già assunti e pronti a lavorare di prendere servizio. Come possiamo pretendere di rafforzare la sanità pubblica se poi trattiamo così chi sceglie di lavorarci? Chiedo alla Giunta regionale e alla direzione dell’AST di Pesaro Urbino di chiarire le responsabilità di questo ritardo, garantire una data certa e ravvicinata per la presa di servizio di tutti gli 11 infermieri e individuare una soluzione per il danno economico subito da chi ha lasciato il precedente impiego, confidando negli impegni assunti dall’azienda sanitaria. Per questo presenterò un’interrogazione urgente nel prossimo Consiglio regionale. La Regione – conclude Vitri – deve tutelare chi sceglie il servizio sanitario pubblico, non penalizzarlo per inefficienze amministrative. Non è accettabile assumere infermieri, predisporre i loro turni e poi lasciarli a casa senza nemmeno lo stipendio. Servono risposte e soluzioni immediate, non giustificazioni»
Da Micaela Vitri – Consigliera regionale

