MARCHE – “La storia si ripete puntuale ad ogni estate, ma invece di imparare dagli errori del passato, si sceglie la strada dei rinvii e delle scorciatoie. Di fronte alla nuova emergenza idrica dichiarata dall’ATO 1 e alla riapertura del Pozzo del Burano, assistiamo a un cortocircuito politico pericoloso: da un lato il Sindaco di Fano, Luca Serfilippi, che rifiuta l’ordinanza di risparmio idrico definendola un “palliativo”; dall’altro il Sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, che propone di intubare stabilmente l’acqua del Burano per collegarla alla rete”.Sulla vicenda interviene la Capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, che aggiunge:
“I cittadini e il nostro entroterra non possono continuare a pagare il prezzo dell’incapacità di programmazione della Regione e dell’ATO. La posizione del Sindaco Serfilippi è incomprensibile: dire che “le ordinanze sono solo un palliativo” per giustificare la scelta di non emetterla significa tirarsi indietro nel momento dell’emergenza”.
“Nessuno pensa che l’ordinanza sindacale risolva la siccità strutturale, ma è uno strumento indispensabile e immediato per evitare gli sprechi, tutelare l’acqua potabile per gli usi primari e sensibilizzare la comunità. Chiedere ai cittadini di non innaffiare i prati, non riempire piscine private o lavare l’auto , durante una crisi conclamata non è “scaricare la responsabilità”, è un atto di fondamentale civismo e tutela del bene comune. Se continuiamo di questo passo, fra un po’ mancherà l’acqua ai rubinetti. E i Sindaci, come primi cittadini, devono dare il buon esempio con le strutture comunali, iniziando col sospendere l’innaffiamento dei giardini pubblici”.
“Riguardo al Pozzo del Burano, ricordo a tutti che ho depositato una mozione, sottoscritta da tutta l’opposizione, per la sua salvaguardia. Mi auguro che l’intero Consiglio regionale la approvi. Esprimo, inoltre, il mio sostegno alla mobilitazione dei cittadini e del comitato spontaneo nato contro l’ipotesi di rendere strutturale il prelievo dal pozzo di Cagli senza quei necessari studi che chiediamo proprio con la mozione.
Continuare ad attingere al Burano come fosse una risorsa inesauribile è un errore ambientale gravissimo”.
“Le priorità sono altre: il Presidente Massimo Berloni e l’Assemblea d’Ambito convochino Regione e gestori (Aset e Marche Multiservizi) per accelerare la realizzazione di piccoli invasi collinari, che si possono fare in tempi relativamente brevi e a costi contenuti rispetto al progetto di un mega invaso; si proceda con lo sfangamento del Furlo (che spetta a Enel); valutare il potabilizzatore sul Foglia sfruttando la diga di Mercatale come recentemente rilanciato da Legambiente e contestualmente realizzare uno studio serio sul Pozzo del Burano”.
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