MARCHE – «Esprimiamo la nostra massima solidarietà al presidente Francesco Acquaroli, totalmente estraneo ai fatti, a cui rinnoviamo la nostra fiducia e stima. Il presidente ha dimostrato in questi anni di essere una persona di grande rettitudine, onestà ed etica, capace di spendersi con dedizione per la ricostruzione e per le aree del cratere. Per questa ragione vogliamo continuare a lavorare al suo fianco perché la ricostruzione prosegua nella legalità e nella trasparenza, restituendo ai marchigiani ciò che il terremoto ha tolto loro.
La Regione Marche e il nostro territorio sono parte lesa in questa vicenda. Sfruttare una tragedia come il terremoto del 2016, che ha martoriato intere comunità e costretto migliaia di famiglie a lasciare le proprie case, è un fatto gravissimo. Siamo in prima linea per chiedere che sia fatta la massima chiarezza sui fatti, e riponiamo massima fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Chi ha commesso illeciti deve pagare, senza sconti per nessuno, a cominciare da chi ha avuto la fiducia dei cittadini e delle forze politiche a sostegno della maggioranza. Le accuse, se comprovate, sono inaccettabili e rappresenterebbero un tradimento di cui ci sentiamo vittime, un tradimento della fiducia dei marchigiani, delle comunità colpite dal sisma e anche nostra come consiglieri e come forza politica. Chi avesse speculato sulla sofferenza dei terremotati dovrà risponderne personalmente fino in fondo davanti alla legge. Ma non accettiamo che le responsabilità individuali vengano scaricate su un’intera istituzione e su una comunità che è la prima vittima di quanto accaduto».
Così i consiglieri regionali della Lega Marche Renzo Marinelli, Andrea Maria Antonini e Nicolò Pierini commentano l’inchiesta della DDA di Ancona e della Guardia di Finanza sugli appalti della ricostruzione post-sisma.



